Bici: regole e divieti per l’utilizzo

La difficoltà di utilizzare i mezzi pubblici in periodo di pandemia fa pensare all’utilità di strumenti di trasporto alternativi. Sarà necessario, quindi, ricorrere alla valorizzazione di differenti mezzi di trasporto, rispetto a quelli comunemente utilizzati quali bus e metro. Stante le misure restrittive anti-Covid, infatti, su questi ultimi, dato il numero limitato di posti occupabili, spesso sarà impossibile entrare. Quindi, si rischerà di fare tardi a lavoro o ad un appuntamento. Tra i mezzi alternativi utilizzabili, eccelle certamente la bici.

Essa è già ampiamente preferita in alcune città del nord Europa, dove funge da mezzo ad utilizzo diffuso. Tuttavia, non si può pensare che essa non sia assoggettata a regole di circolazione come tutti gli altri veicoli, ancorchè non sia a motore. All’uopo, interviene il Codice della Strada che stabilisce delle regole e divieti per il suo utilizzo.

Regole

Poichè le bici sono considerate veicoli al pari delle automobili, esse sono sottoposte a regole nella circolazione. Si tratta sia delle regole previste per la circolazione della macchine a motore che di quelle specifiche valevoli per i velocipedi. A tal uopo si applicano gli artt. 47 e 182 del Codice della strada. In particolare, i ciclisti devono: 1) circolare su un’unica fila (soprattutto se si trovano nei centri abitati) o, al limite, uno accanto all’altro per un massimo di due persone; 2) mantenere libero l’uso delle braccia e tenere il manubrio con almeno una mano; 3) trasportare altre persone soltanto quando la bicicletta è per ciò omologata; 4) possono trasportare animali o farsi trainare da altri veicoli soltanto nei casi espressamente stabiliti dal Codice della Strada.

Nella specie, ad esempio, gli animali devono essere custoditi in apposite gabbie; 5) transitare sulle piste ciclabili, ove presenti. 6) Inoltre, possono portare con sè oggetti che non intralciano la tua guida e sono saldamente ancorati al veicolo.7) Infine, se circolano fuori dal centro abitato mezz’ora prima dell’alba o dopo il tramonto oppure all’interno di gallerie, devono indossare un giubbotto o bretelle retroriflettenti ad elevata luminosità.

Bici: regole e divieti per il parcheggio

Vanno distinti i concetti di arresto, da quelli di fermata e parcheggio. La marcia si ha quando il veicolo viene interrotto per esigenze connesse alla circolazione. La fermata, invece, quando la marcia viene interrotta provvisoriamente per garantire il carico o lo scarico di merci oppure la salita o discesa di persone o per esigenze di brevissima durata. In tali casi, è necessario che non si crei intralcio alla circolazione degli altri mezzi di trasporto. La sosta, invece, si ha quando la marcia del veicolo viene interrotta per un periodo di tempo prolungato. Quindi, di norma, quando si fa una sosta, bisogna cercare un’area per il parcheggio. Al riguardo, secondo quanto stabilito dall’art. 158, i ciclisti non possono sostare la propria bicicletta: – In prossimità o in corrispondenza di passaggi a livello o sui binari delle linee ferroviarie o dei tram. – Nelle gallerie e nei sotto o sovra passaggi.

– In prossimità della segnaletica stradale o semaforica così da oscurarne o limitarne la visibilità. – Sui marciapiedi, salva diversa segnalazione. – Nelle zone di intersezione delle strade. – Nelle aree destinate alla ricarica dei veicoli elettrici; – Allo sbocco dei passi carrabili. – Negli spazi riservati allo stazionamento degli autobus o degli altri mezzi di linea. – Sulle banchine, salvo diversa segnalazione. – Nelle corsie riservate ai mezzi pubblici. – Davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani. – Negli spazi riservati alle soste di emergenza o ai servizi di igiene pubblica. – Nelle zone a traffico limitato, salvo la presenza di autorizzazione. – Nelle aree pedonali urbane. – Nelle aree destinate al mercato nei giorni e nelle ore stabilite.

Ne consegue, che anche per andare in bici non si è esonerati dal seguire le indicate regole. La loro violazione porterà, chiaramente, all’applicazione di una multa per divieto di sosta.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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