Bere birra senza ubriacarsi: la scommessa di Alcarelle

Un desiderio ampiamente condiviso: bere birra senza ubriacarsi. Un sogno che si convertirebbe in realtà quotidiana per gli amanti del luppolo. L’occasione propizia giunge dal professore britannico David Nutt che sta mettendo a punto Alcarelle, una birra che non provoca il fastidioso effetto hangover. Letteralmente il termine inglese, di cui non esiste corrispettivo nella nostra lingua, individua “qualcosa che incombe”. I bevitori francesi preferiscono parlare di “gueule de bois”, cioè “bocca di legno” dal momento che la sensazione lasciata da un eccesso di alcol è proprio la secchezza delle fauci.

Alcarelle contro il post sbornia

David Nutt ha ideato Alcarelle per consentire agli appassionati della bevanda fermentata di bere birra senza ubriacarsi. Si tratta di un alcol sintetico, un “alcosynth” che dona al consumatore il ben noto effetto inebriante dell’alcol, evitando gli effetti sgradevoli del post sbornia e dell’astinenza. Attualmente David Nutt ricopre l’incarico di direttore del dipartimento di Neuropsychopharmacology presso l’Imperial College di Londra e punta il dito contro il business dell’alcol. “I produttori sono ben consapevoli che, se fosse stato scoperto oggi, l’alcol sarebbe definitamente messo fuori legge”. Aggiunge Il docente britannico che, in considerazione dei criteri relativi ai parametri alimentari, un bicchiere di vino all’anno già costituirebbe il limite di sicurezza dell’alcol.

Il recettore GABA

Già nel lontano 1980 David Nutt si è interessato alle ricadute dell’alcol sul sistema GABA, un aminoacido che funge da neurotrasmettitore inibitorio.  Sulla scorta degli studi condotti in laboratorio, Nutt ritiene che, inibendo lo specifico recettore Gaba, si possono prevenire gli effetti indesiderati dell’abuso di alcol. In termini biologici, l’obiettivo perseguito consiste nell’evitare l’acetaldeide, la tossina responsabile del post sbronza, dei tumori e delle cirrosi epatica. Se anche si dovesse abusare nel consumo di Alcarelle, il docente britannico assicura che non si accuserebbero dimenticanza e smarrimento cognitivo. A tal proposito, Nutt dichiara che “un bicchiere di Alcarelle è come una birra media o un bicchiere di vino. Due bicchieri di Alcarelle hanno l’effetto di due medie o due bicchieri di vino”.

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Alcarelle: fra 5 anni sul mercato

In letteratura medica mancano evidenze scientifiche a sostegno dell’invenzione di David Nutt. A suo sfavore giocano gli effetti collaterali dell’alcol sintetico sugli esseri umani. Laddove sui topi albini la somministrazione di Alcarelle ha annullato il fenomeno dell’hangover, di contro ha provocato convulsioni agli uomini. Negli ultimi sei mesi il britannico Nutt ha condotto ricerche peculiari sui prodotti botanici nell’intento di individuare una pianta legale in grado di assicurare effetti e gusto simili alla birra. Attualmente Nutt è impegnato nella ricerca di finanziamenti per perfezionare il prodotto e immetterlo sul mercato delle bevande sintetico entro il prossimo quinquennio. Se Nutt manterrà la promessa fra cinque anni potremo bere birra senza ubriacarci e senza temere danni alla nostra salute.

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