Beni rifugio. Le criptovalute lo sono?

I mercati scendono, quali sono i beni rifugio? Partiamo da un presupposto: nei prossimi anni qualsiasi generalizzazione ad ampio spettro sulle critpovalute potrebbe rivelarsi fonte di disastri.

Cosa intendiamo dire?

Semplice che se c’è un settore dove occorrerà analizzare caso per caso per evitare di incorrere in una fregatura ovvero un progetto privo di contenuti, ebbene è quello delle criptovalute.

Per intenderci più delle obbligazioni bancarie dove pure sappiamo i danni che hanno prodotto le emissioni subordinate e i collaterali vari.

Qua non ci sarà nessun paracadute delle banche centrali per intenderci.

Già queste precisazioni aiutano a capire anche il più sprovveduto in che giungla di rischio ci si avventura entrando nel mondo delle criptovalute.

Detto questo salvo cataclismi un certo numero di criptovalute sopravvivrà e potrà dare soddisfazioni.

Quali i criteri per individuare le criptovalute come beni rifugio?

Per dare un immediato taglio al numero di criptovalute che ora o nel tempo potranno assurgere al ruolo di beni rifugio è necessario partire dai criteri sulla base dei quali fare la selezione.

Dal nostro osservatorio in realtà vi è un primo criterio discriminate e dirimente.

Solo le criptovalute che da subito o nel tempo abbiano una tiratura quantitativamente delimitata e certificata con modalità affidabili potranno assurgere al ruolo di beni rifugio.

Lo stesso oro bene o male è un bene a quantità disponibile limitata.

Una quantità enorme contando anche tutto quello non ancora estratto ma comunque limitata.

Senza la garanzia di una tiratura limitata nessun bene può razionalmente essere catalogato come bene rifugio.

Tiratura limitata: una prima selezione delle criptovalute

Molti progetti potranno arrivare in un secondo momento a definire al tiratura massima dei propri token /o delle proprio criptomonete, e va bene…

Certamente però risultano preferibili quei progetti che, come il Bitcoin, il limite lo annunciano da subito.

D’altronde la definizione della tiratura massima è o dovrebbe essere meccanismo implicito nello sviluppo dell’algoritmo genesi di tutto il processo.

Al Bitcoin dunque per ora possiamo aggiungere tra le monete digitali solo pochi casi di cui è noto il cosiddetto “max supply”.

Guarda caso 4 delle prime 5 per capitalizzazione hanno annunciato da subito il proprio limite:
-Bitcoin
-Ripple
-Bitcoin Cash
-Litecoin

Scendendo un po’ troviamo poi anche Cardano.

Insomma solo una élite di critpovalute può o potrà meritare l’appellativo di bene rifugio.

In ogni caso occhio anche al progetto

Attenzione non è che adesso questo unico criterio possa creare una distinzione certa tra progetti di monete criptiche affidabili o meno, diciamo che è un pre-requisito essenziale per la specifica catalogazione a bene rifugio.

Come semplice investimento anche di tipo meramente speculativo è sempre fondamentale soprattutto per i cassettisti conoscere l’idea sottostante.

Insomma quello che gli ideatori hanno presentato dagli inizi nel cosiddetto whitepaper, ovvero il documento che in sede di ICO ha il compito di smuovere e convincere gli investitori.

Documento prezioso e fondante di cui poi è consigliabile seguire le evoluzioni concrete e la sua realizzazione.

Articoli precedenti sulle criptovalute

Beni rifugio. Le criptovalute lo sono? ultima modifica: 2019-08-12T21:13:07+02:00 da Gianluca Braguzzi

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