Bce, passerà ai fatti tra un anno e mezzo?

Ieri Mario Draghi, numero uno della Bce ha confermato che un eventuale rialzo dei tassi di interesse sull’euro non arriverà prima della prossima estate.

Estate: 2019 e 2020

E comunque, il costo del denaro rimarrà allo stato attuale almeno fino a quando non si avrà la certezza che l’inflazione si stia orientando verso quel target del 2% da tempo fissato. Nessun numero e nessuna data. Solo indizi. Gli stessi indizi che la comunità di analisti sta tentando di interpretare e trasferire sul calendario. Dopo molti ragionamenti, però, la data, sebbene estremamente teorica e molto generica, sarebbe stata trovata: estate 2020. Sarebbe questo, infatti, secondo il Morgan Stanley 1st Eurozone hike, il lasso di tempo entro il quale, ipoteticamente, il costo del denaro dovrebbe essere rivisto. In altri termini: estate del 2020.

BCE e recessione permettendo

Sempre che non arrivi il famoso cigno grigio. O per meglio dire quell’evento che, sotto gli occhi di tutti, viene puntualmente sottovalutato. Fino al quando non si verifica. E per giunta nella sua versione peggiore. Qui il cigno grigio sarebbe incarnato dalla recessione che, per il momento, ha dato solo indizi, peraltro forti. Ma non certezze. Indizi che sarebbero annidati nei numerosi dati macro al di sotto delle aspettative. Il risultato, come confermato da Draghi stesso, sarebbe un rallentamento che non è sinonimo nè sicurezza di recessione.

Prevenire è meglio che curare

Anzi, il governatore ha puntualizzato che l’economia resta comunque improntata verso una ripresa perché solida. Ma qualsiasi cosa, per quanto forte possa essere, se messa troppo sotto pressione, rischia di cedere. Compreso il sistema economico. E dal momento che l’ultima recessione è durata 10 anni e ha richiesto misure straordinarie molto pesanti e molto lunghe meglio non rischiare. Per questo motivo no è da escludere che a marzo, cioè alla prossima riunione della Bce, possa essere annunciato un nuovo round di Tltro. In realtà sarebbe un provvedimento che, partendo dalle banche (prestiti agevolati) dovrebbe trovare spazio anche per i privati. E, magari, sostenere anche i consumi.

Una cosa è certa

La nuova tendenza delle banche centrali sarà quella di muoversi con una prudenza ancora maggiore rispetto a quanto fatto finora. Infatti nella sua ultima riunione la Federal Reserve, ormai lanciata verso la normalizzazione, aveva già parlato di due rialzi certi nel 2019. Allo stesso tempo, però, aveva parlato anche di un taglio alle prospettive di crescita per Washington. Risultato: un “fermi tutti” generale che potrebbe cambiare presto le carte in tavola.

 

Consigliati per te