BCE: le attese e previsioni per oggi

Oggi la riunione della Bce. Quali le attese da parte degli analisti? Quali le (tante) domande a cui il governatore Mario Draghi dovrà rispondere?

BCE: la situazione

La volta scorsa Mario Draghi, numero uno della Banca Centrale Europea, aveva sorpreso i mercati annunciando una serie di azioni di stimolo dell’economia, le famose TLTRO. Una misura che era la conferma indiretta del momento di fragilità che sta vivendo il panorama economico mondiale. Ed europeo in particolare. L’ultimo tassello di questo puzzle arriva dal Fondo Monetario Internazionale. Non più tardi di 24 ore fa, infatti, il vertice dell’istituto di Washington ha tagliato ulteriormente le stime di crescita per questo 2019. Non solo, ma il governatore stesso, Christine Lagarde, ha definito l’Italia come una fonte di rischio a livello internazionale.

Le attese per oggi

Partendo da questo quadro, quindi, cosa attendersi? In realtà dopo gli ultimi annunci del mese scorso, ora l’attenzione si focalizzerà con ogni probabilità, su eventuali dettagli circa le operazioni di TLTRO III. Operazioni che, dopo i primi entusiasmi, sono apparse più stringenti per gli istituti bancari rispetto a quanto fatto già in precedenza. In particolare le nuove strategie sembrano limitare le possibilità di usare i fondi per condurre operazioni di carry trade. I particolari, però, potrebbero arrivare, però, solo nella riunione di giugno. Questo perché alcuni membri del board non erano d’accordo sui particolari in via di definizione.

BCE: le attese degli analisti

Il pericolo è quello di una domanda interna troppo debole per rimpiazzare quella estera che si sta affievolendo. I dati economici negativi derivano per lo più dal settore manifatturiero. A sua volta messo sotto pressione dalle incertezze commerciali derivanti da Brexit e guerra dei dazi. In entrambi i casi si tratta di situazioni la cui via d’uscita è ancora lungi dall’essere individuata.

I pericoli per le banche

E ancora: le conseguenze, soprattutto sui conti delle banche, di tassi bassi ormai da troppo tempo e che per di più potrebbero rimanere tali ancora a lungo. Ed è proprio il fronte bancario il tasto dolente nella strategia di accomodamento della BCE. Dopo anni di tassi ai minimi storici e direttive per adempiere ai nuovi e più rigorosi parametri europei, le banche sono sempre più spesso sotto stress. A questo si aggiungano anche le incertezze dei mercati e, per quelle italiane, il nodo gordiano che le lega ai titoli di stato.

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