Batte forte il vento del ribasso! Intervista a Gian Piero Turletti

Intervista a Gian Piero Turletti

PERCHE’ QUESTO RIBASSO SUI MERCATI AZIONARI INTERNAZIONALI?

IN FONDO, IL PERIODO NON DOVREBBE ESSERE PIU’ FAVOREVOLE AI MERCATI AZIONARI?

Unitamente ad alcuni fattori tecnici, che stanno pesantemente condizionando le sorti del comparto azionario, e ad alcune crisi, come quella israeliana, piuttosto che quella ucraina o argentina, ritengo che il principale vettore di questo ribasso riconduca al timore per una drastica riduzione della liquidità messa a disposizione dalla Fed, nonché al timore di un’inversione ciclica della fase di tassi bassi.

Peraltro in Europa l’economia stenta a ripartire, e questi timori hanno fatto sentire il loro peso.

E SOTTO IL PROFILO TECNICO?

Come dicevo in apertura d’intervista, non vanno dimenticati alcuni fattori tecnici rilevanti, più facilmente comprensibili se facciamo un’analisi a ritroso.

Va notato che il rialzo di lungo termine è ripreso sui principali mercati azionari nel 2009.

Da allora diversi sistemi previsionali indicavano per questo periodo la probabilità di un’inversione ribassista di una certa consistenza.

In tal senso le indicazioni del frattale statistico, nonché quelle spazio/temporali desumibili da Magic box.

I mercati, tuttavia, sono andati leggermente oltre, in prezzo e tempo, rispetto ai setup ed ai target individuati, generando una sorta di sovraesposizione ciclica rialzista.

Questo rendeva, nella generalità dei casi, ancora più probabile una successiva reazione contraria, e così è stato, come peraltro confermato da taluni segnali.

A QUALI SEGNALI DI CONFERMA SI RIFERISCE?

Soprattutto a FTSE MIB e Dax, che hanno rotto al ribasso supporti dinamici di medio/lungo termine.

PUO’ DETTAGLARE LA SITUAZIONE TECNICA DEI DIVERSI INDICI?

Sull’Eurostoxx le quotazioni sono entrate a contatto con un duplice livello di supporto rilevante nel medio/lungo termine, sia passaggio del bordo inferiore del canale rialzista iniziato nel 2012, sia supporto statico.

Un cedimento confermato di questo livello, in area 3040, porterebbe l’indice verso un più rilevante supporto di lungo termine, ed in tal caso il probabile approdo sarebbe verso area 2700 per/entro dicembre.

Ripresa del trend rialzista solo in caso di confermata rottura della resistenza dinamica, attualmente intersecante area 4000.

Invece sia Ftse Mib, che Dax, hanno già rotto al ribasso i rispettivi riferimenti supportivi di medio/lungo.

Il Ftse mib si trova attualmente inserito in un più ampio canale rialzista di lungo, ma entro un canale ribassista di medio, a contatto con la mediana del canale rialzista, che funge da supporto, in area 20200.

Se rompe al ribasso, il probabile obiettivo è il bordo inferiore del canale rialzista di lungo, con target area 18000 per/entro fine settembre.

Inversione rialzista in caso di confermata rottura rialzista della resistenza dinamica, attualmente intersecante area 21100.

Anche il Dax ha rotto al ribasso un rilevante supporto di medio/lungo, e sta ora indirizzandosi verso la mediana di un più ampio canale rialzista, attualmente intersecante area 8935.

Una confermata rottura di tale livello spingerebbe le quotazioni verso un target in area 7650 per/entro dicembre.

Inversione rialzista sopra la resistenza dinamica ora intersecante area 9720.

Quanto allo S & P 500, tra quelli esaminati, rappresenta sicuramente ad oggi l’indice con la migliore situazione tecnica.

E’ stato rotto al ribasso il bordo inferiore che inquadrava le quotazioni dallo scorso febbraio, e si è raggiunto un possibile target di breve di Magic box che ha, almeno momentaneamente, arrestato la caduta.

Peraltro, a differenza degli altri indici, ancora non si è formato un canale ribassista di medio.

La mancata tenuta degli attuali livelli potrebbe condurre, nel medio, prima lungo la mediana di lungo, attualmente intersecante area 1800, poi lungo il bordo inferiore, attualmente intersecante area 1600.

MA, A PRESCINDERE DA TALI PROSPETTIVE DI MEDIO E LUNGO TERMINE, E’ POSSIBILE COMPIERE UN’ANALISI PIU’ DI LUNGHISSIMO TERMINE, E COMPRENDERE COME SONO MESSI I MERCATI IN TALE OTTICA?

Certamente, ed è un tipo di analisi già da parte mia effettuato più volte.

Necessita di essere condotta su indici che hanno una lunga base storica, come S & P 500 e Dax.

Uso barre trimestrali.

Richiamando quindi concetti già espressi, va ricordato come su questi due indici le quotazioni si siano portate al di sopra di resistenze dinamiche di lunghissimo termine, bordo superiore di un canale rialzista originatosi nell’82, per l’indice USA e per quello tedesco.

Un segnale di lunghissimo termine sarebbe intervenuto, come già spiegato, in caso di chiusura almeno mensile sotto tali riferimenti dinamici.

E’ quanto si sta verificando sul Dax, non ancora sull’indice USA.

Inoltre occorre considerare un secondo tipo di segnale di lunghissimo termine, anche questo già oggetto di mie precedenti analisi.

Sempre utilizzando barre trimestrali, va notato, grazie al grafico delineato da indicatori algoritmici, come Trend prediction, che i precedenti trend rialzisti di lungo termine, sia sull’indice USA che su quello tedesco, si sono completati quando l’indicatore ha completato una seconda ondata rialzista, tornando poi sotto il livello di 60 nel caso di Trend prediction.

Ancora una volta, è quanto sta verificandosi sul Dax, non ancora sullo S & P 500.

Come si nota, non tira certo una bella aria per i mercati, anche in ottica di lungo termine.

Se poi anche gli indici USA, come lo S & P 500, confermassero tale prospettiva, e questo tipo di segnale, già conclamato sul Dax, ben difficilmente potrebbe cambiare lo scenario ribassista internazionale.

 

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