Batosta per lo Stato che dovrà gestire il condono a saldo e stralcio e la rottamazione delle cartelle esattoriali

Lo Stato non ne fa un segreto ed è di dominio pubblico che la debitoria fiscale sia un problema da risolvere. Una vera batosta per lo Stato che dovrà gestire il condono a saldo e stralcio e la rottamazione delle cartelle esattoriali per migliaia di italiani. ProiezionidiBorsa analizza il perché la scelta sarà una strada decisiva per le sorti dell’erario. Si tratta di un problema da 50 milioni di cartelle esattoriali e circa 980 miliardi di euro di debiti.

In un precedente articolo, concessa la pace fiscale per le cartelle esattoriali sospese, ma dura poco la Redazione analizza la recente proroga prevista dal D.L. n.3/2021.

In particolare, è stata concessa una breve tregua per le cartelle sospese, prorogando i termini fino al 31 gennaio 2021. Pertanto le somme dovute all’erario, dovranno versarsi entro il primo marzo. Ovvero entro il mese successivo al termine prorogato, 28 febbraio, che in realtà è domenica e quindi slitta al primo marzo.

Sospendere significa rinviare e non affrontare

Sembra chiaro, pertanto, che una mera sospensione, tra l’altro a brevissimo termine, non possa bastare, e non significa risolvere il problema della riscossione. In particolare uno stock di debiti così ampio comporta due temi diversi da affrontare, ma che hanno identica soluzione. Per quanto riguarda i contribuenti il tema è quello di dover affrontare il pagamento dello scaduto, dello scaduto e prorogato e del debito corrente. Bisognerà mettere in condizione di sostenere il carico fiscale.

Per l’erario, invece, il tema è quello di dover riscuotere il più possibile, rispettando l’attuale pressione fiscale, operando delle scelte. In particolare, scelte che non comportino sprechi di risorse pubbliche per riscuotere crediti che non incasserà mai

Batosta per lo Stato che dovrà gestire il condono a saldo e stralcio e la rottamazione delle cartelle esattoriali

Pertanto, la via più ragionevole da seguire è quella di adottare strategie di classificazione dei propri crediti. Sì, esattamente come fanno le banche che classificano i propri crediti in bonis (riscuotibili), incagliati (irregolari) e a sofferenza (non riscuotibili). Così facendo si potranno operare scelte finalizzate alla massima soddisfazione degli interessi in gioco descritti.

Se osserviamo le risultanze di una recente ricerca che esamina la debitoria esattoriale di 980 miliardi di euro, emerge:

  • che circa 400 miliardi di euro sono difficilmente recuperabili per le condizioni soggettive del contribuente;
  • che circa 440 miliardi di euro circa sono parzialmente recuperabili.

Ed ecco spiegato, con grande evidenza che per il primo punto la strada percorribile è un condono, con saldo e stralcio. Mentre, per il secondo punto, si deve optare per una rottamazione, con dilazione. Sarà una vera batosta per lo Stato che dovrà gestire il condono a saldo e stralcio e la rottamazione delle cartelle esattoriali.

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