Bank of England taglierà i tassi domani?

Nell’editoriale settimanale di sabato scorso ipotizzavamo che già domani la Bank of England potesse a sorpresa tagliare i tassi di interesse britannici.

Oggi una lunga carrellata di dati inglesi ha fatto da prologo a quella che potrebbe essere la sorprendente mossa della BOE o forse a un nulla di fatto come nelle attese.

Analizziamo insieme i numeri odierni e vediamo cosa potrebbero suggerire alla Bank of England.

Tabella principali dati macroeconomici UK di giornata

    GBP Indice dei principali prezzi al consumo (Annuale) (Mag) 1,7% 1,6% 1,8%
    GBP Indice dei principali prezzi di produzione (Annuale) (Mag) 2,0% 2,0% 2,2%
    GBP Indice dei principali prezzi di produzione (Mensile) (Mag) 0,1% 0,2% 0,2%
    GBP Indice dei principali prezzi al dettaglio (Annuale) (Mag) 3,0%   3,0%
    GBP Indice dei principali prezzi al dettaglio (Mensile) (Mag) 0,3%   1,1%
    GBP IPC (Mensile) (Mag) 0,3% 0,3% 0,6%
    GBP IPC (Annuale) (Mag) 2,0% 2,0% 2,1%
    GBP Andamento dell’IPP (Annuale) (Mag) 1,3% 0,8% 4,5%
    GBP Andamento dell’IPP (Mensile) (Mag) 0,0% 0,2% 1,9%
    GBP Indice dei prezzi al dettaglio (Mensile) (Mag) 0,3% 0,2% 1,1%
    GBP Indice dei prezzi al dettaglio (Annuale) (Mag) 3,0% 2,9% 3,0%

 

A ben guardare molti dati sui prezzi hanno segnato rialzi maggiori delle attese.

Nulla di trascendentale anche perché per esempio l’indice dei prezzi al consumo con +1.7% ha battuto le attese ma è comunque inferiore al dato precedente posto a +1.8%.

L’IPC quindi il dato principale per il calcolo dell’inflazione è risultato assolutamente in linea col consensus: +2%

Quindi anche qui nulla di preoccupante.

Tra l’altro un dato ottimale visto che i 2% è riconosciuto come target ideale un po’ ovunque a livello di banche centrali.

Bank of England contenta così?

Stando ai dati macroeconomici dunque la BOE potrebbe anche essere contenta così.

Dati sui prezzi calmierati ma non troppo. Inflazione sotto controllo e sui livelli ideali per ricomprendere una crescita sostenibile.

Tra l’altro anche sui prezzi al dettaglio arriva una mini accelerazione sopra le aspettative ma anche qui siamo ai decimali.

Cosa allora potrebbe spingere la Bank of England a muoversi tagliando i tassi per prima tra le banche centrali occidentali?

Hard BREXIT: un rischio concreto

Dopo le dimissioni di Theresa May e vista la gamma dei suoi successori il rischio che si giunga ad una hard BREXIT è sempre più reale.

Nel qual caso immaginare che per la Gran Bretagna si aprirà una fase caotica e confusa è assolutamente realistico.

Sia sul piano delle merci ma, ancor più importante, su quello dei lavoratori immigrati oltremanica, un’ uscita dall’UE senza accordi significherebbe uno stato di incertezza e precarietà rilevante.

Il pragmatismo inglese è storicamente un punto di forza.

La BOE ha a disposizione uno 0,75% di tasso attuale su cui agire.

Che è poco raffrontato al 2.5% di cui dispone la FED ma è tantissimo rispetto allo 0% della BCE.

Ecco perché un primo seppur limitatissimo taglio anche solo dello 0,125% avrebbe un valore simbolico importante.

Della serie: “noi siamo forti e ci possiamo difendere ancora prima che i mercati vengano ad attaccarci…”

Strategia che le Borse e non solo il locale FTSE100 apprezzerebbero molto per la funzione di apripista già svolta in passato dalla Bank of England.

Prevarrà dunque questa view se vogliamo un po’ altisonante ma efficace o sarà la linea conservatrice a tenere tutto bloccato?

A domani l’ardua risposta.

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