Banche Italiane: quale futuro dopo il caso Banca Popolare di Bari?

Ancora una volta le banche italiane e il sistema bancario italiano finiscono nell’occhio del ciclone a causa del commissariamento della Banca Popolare di Bari. Negli ultimi anni il grosso problema del sistema bancario italiano è stato quello legato ai cosiddetti NPL (Non Performing Loan), i crediti non esigibili che tanto hanno fatto soffrire i bilanci e le quotazioni delle banche italiane. Crisi degli NPL che ha raggiunto il suo apice tra il 2014 e il 2016 e che ha provocato la perdita del 70% del valore delle azioni Unicredit, del 40% delle azioni  Intesa Sanpaolo, del 75% delle azioni UBI Banca, solo per citarne alcune.

Tuttavia gli ultimi tre anni hanno visto un graduale miglioramento della situazione con gli NPL che sono passati dal 17% al 9% circa. Un dimezzamento dei crediti deteriorati che ha avuto un buon impatto sull’andamento dei titoli delle Banche Italiane.

Adesso, però, è scoppiato il caso Banca Popolare di Bari. Come scegliere il miglior titolo tra le banche italiane? O meglio, se non il miglior titolo in termini di performance, la banca più solida nella quale depositare i propri risparmi con il più alto grado di sicurezza.

NPL

Percentuale di non performing loans in Italia da giugno 2008 a giugno 2019

Il CeT1 ratio e gli stress test della BCE

Incominciamo col chiarire cosa sia il CeT1 ratio. Il Common equity Tier 1 ratio è definito come il rapporto tra il CeT1 (rappresentato principalmente dal capitale ordinario versato) e la attività ponderate per il rischio. Secondo le norme della Banca centrale europea, il CeT1 ratio deve essere superiore all’8%.

Negli anni scorsi la BCE ha effettuato degli stress test sulle principali banche italiane partendo dai bilanci del 2017 e considerando lo scenario peggiore per l’economica italiana per il 2020. I risultati per le principali banche italiane sono riportati nella tabella seguente e mostrano una situazione sopra la sufficienza per tutte e quattro le realtà considerate.

Banca CET1 RATIO OGGI CET1 RATIO SOTTO STRESS
Intesa Sanpaolo 13,24% 10,40%
Unicredit 12,80% 9,34%
Ubi Banca 11,30% 8,32%
Banco BPM 13,94% 8,47%

Dopo gli stress test il CeT1 ratio è diventato lo standard per misurare la solidità di una banca. Più alto è il CeT1 ratio, maggiore — sempre che i bilanci siano veritieri — è la solidità dell’istituto, dunque delle sue azioni e bond.

Applicando questo criterio Banca Finnat è la migliore banca italiana, o quanto meno la più affidabile, con un CeT1 ratio del 31,36%, il più alto di tutte le banche italiane ( dati 2017) .

Analisi grafica e previsionale

Il titolo Banca Finnat (MIL:BFE) ha chiuso la seduta del 13 dicembre a quota 0,284€ in rialzo dello 0,71% rispetto alla seduta precedente.

Sul titolo è in corso una proiezione rialzista che da inizio novembre si muove nel trading range 0,2761€-0,291€. A questo punto solo la rottura di uno di questi due livelli potrebbe dare direzionalità alle quotazioni. Al rialzo la rottura del I° obiettivo di prezzo in chiusura di giornata farebbe schizzare le quotazioni verso il II° obiettivo di prezzo in area 0,3299€ e a seguire verso il III° obiettivo di prezzo in area  0,3689€, massima estensione del rialzo in corso.

Per un’inversione ribassista, invece, bisognerà attendere chiusure giornaliere inferiori a 0,2669€.

Banca Finnat

Banca Finnat: proiezione rialzista in corso sul time frame giornaliero. La linea blu rappresenta i livelli di Running Bisector; la linea rossa i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione.

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