Banche italiane: acquistare o è pericoloso?

Banche italiane su in borsa. Acquistare o è pericoloso?

La dichiarazione di intenti di Mario Draghi di immettere nuova liquidità nel sistema bancario tramite un LTRO nel mese di marzo ha ridato fiato alle borse europee FSE MIB in testa e le banche italiane hanno finalmente brillato in borsa.

Parametri rivisti: solidità apparente o reale delle banche italiane

In generale il settore bancario mondiale, quindi non solo italiano e non solo europeo è stato tratto fuori dalla crisi sub-prime a suon di QE ma direi ancora prima di revisione dei parametri di solidità.

Per fare un esempio è come se dopo una oktoberfest avessero rivisto all’insù i parametri alcolemici dei guidatori di 8/9 volte per evitare di spedire in carcere migliaia di conducenti di veicoli.

Nel nostro caso mandare in default centinaia di banche a cominciare da quelle più grandi.

Banche UE e banche resto del mondo: trattamenti diversi

Quello che in questi anni ha fatto la differenza poi è stato comunque il trattamento cui i guidatori (banche) pieni di birra (asset tossici) sono stati sottoposti.

Negli USA è stata realizzata una vera rehab purificatrice tramite un QE che ha spazzato via ogni traccia di alcool. Addirittura in Gran Bretagnai conducenti sono stati posti sotto l’egida dello stato.
In area UE, banche italiane comprese, invece ci si è limitati a dotare i guidatori di ampie, amplissime, scorte di acqua per annacquare l’alcool in circolazione.
Leggasi acquisto da parte della BCE dei soli bond governativi, decisamente innocui rispetto ai bond corporate su cui si è agito in USA e in Gran Bretagna.

Politiche diverse, esiti diversi

Uscendo dalla metafora è evidente che politiche così diverse non potevano che portare ad esiti fortemente differenti.
Le banche americane e britanniche sono state poste in condizione di riprendere le proprie funzioni creditizie con grande beneficio, tuttora evidente, per l’economia reale.

Le banche italiane come tutte le banche europee viceversa hanno si tratto giovamento dalla liquidità ma alcuen critictà sono rimaste.

Banche italiane: non tutte le storie sono uguali

All’interno di questo percorso però è giusto sottolineare (ma basta dare un’occhiata ai grafici mensili…) che non tutte le storie delle banche italiane sono state uguali.

I livelli di criticità raggiunti all’interno delle banche italiane sono stati molto diversi tra una e l’altra.

Per esempio tra i colossi la storia di banca Intesa Sanpaolo è pur nelle criticità, molto più soft rispetto a quella di Unicredit.

Così come tra le banche medie la storia di CREDEM è molto meno sofferta di quella di UBI…

Banche italiane: più rischio più leva

Partiamo dal presupposto che per chi non è già in posizione sulle banche italiane è sempre meglio attendere un pull-back per entrare in posizione.

Precisato questo la storia dei titoli su base mensile ci indicherà potenzialità di rendimento. Potenzialità di rendimento e crescita che sarà direttamente proporzionale al rischio.

Impedire l’inserimento nei portafogli high risk di titoli come Unicredit oggi può risultare eccessivo .

Allo stesso tempo più elevato sarà il rischio più il relativo money management e l’evolvere della posizione dovrà essere prefissato a tavolino.

Continuiamo ad escludere da un eventuale paniere di banche italiane: MPS e CARIGE.

Approfondimento

Analisi grafica di titoli ed azioni di alcune banche italiane

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