Banche italiane a rischio con il coronavirus?

Con la tempesta sui mercati, le banche italiane sono a rischio con il coronavirus?

La tenuta del settore bancario italiano, in piena tempesta come tutto il panorama internazionale, dipende da diversi fattori attualmente ancora da identificarsi. Unica certezza: l’entusiasmo visto a metà febbraio con l’Ops di Intesa su Ubi sarà un evento isolato. E anche difficile da portare a termine. Infatti già si teme qualche ripensamento da parte degli azionisti.

Le incognite sulle banche

Questo potrebbe essere solo una delle tante incognite sulle banche e le incertezze che gravano sugli istituti di credito tricolori. Ma procediamo con ordine. Da tempo è cosa nota che le banche italiane hanno iniziato una vera e propria guerra ai crediti deteriorati, parallelamente ad una più generica pulizia dei bilanci. Pulizia che è passata anche per una serie di raccomandazioni da parte della BCE e aggregazioni tra gli istituti di credito, anche  di rilievo. Insomma un rafforzamento del settore che, negli ultimi tempi, aveva fatto anche registrare il ritorno di un certo, diffuso ottimismo.

Ottimismo che, con l’irrompere sulla scena del fattore coronavirus è crollato. Proprio come i titoli dei bancari annessi.

I titoli sottovalutati

Un crollo dei bancari che sebbene abbia portato le azioni di molti istituti di credito ad essere titoli sottovalutati, può non essere, attualmente, un’occasione d’acquisto. Infatti, da un punto di vista grafico, si tratta di un crollo che potrebbe anche continuare. La paura che grava, secondo gli analisti di Equita, riguarda un possibile aumento dei crediti deteriorati. Aumento che tra il 2020 e il 2021 potrebbe arrivare, secondo le loro proiezioni, a 42 miliardi.

 Dividendi a rischio taglio

Un monte che si aggiungerebbe agli altri 1.411 già contabilizzati. E la cosa peggiore, ricordano, riguarderà il margine di manovra, oggi più risicato soprattutto alla voce taglio dei costi. Un peso che, sempre per gli analisti di Equita, potrebbe penalizzare in primis proprio le banche presenti sui territori maggiormente coinvolti dall’epidemia. A tutto discapito di eventuali dividendi, a rischio taglio. Meno difficili le cose per i grandi (Intesa Sanpaolo (MIL:ISP), Unicredit e Mediobanca, tra gli altri).

Banche italiane a rischio con il coronavirus?

Per rispondere bisognerà prima venire a conoscenza di altri elementi. Uno fra tutti, la flessibilità concessa dalle autorità europee (Bce ed Eba), ma anche, o forse soprattutto, la possibilità dello Stato italiano (ma anche qui dell’Europa stessa) di riuscire ad alleviare il peso degli istituti finanziari riguardo agli oneri finanziari e soprattutto alla gestione della moratoria dei crediti delle imprese con le banche.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

Consigliati per te