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Bancari affossati dallo spread: verso la tragedia?

Titoli bancari (articoli degli ultimi mesi sull’argomento) ancora in rosso e lo spread ha chiuso la settimana a 311,79. Bilancio in rosso anche per il Ftse Mib Future.
Il minimo toccato dal differenziale nel corso del 2018 è stato a 113,63 il 25 aprile ed il massimo a 321,06 il 24 ottobre.
Invece, il Ftse Italia All Share Banks è sceso da un massimo di 12.250,55 del 24 aprile  al minimo di  7.708,65 del 25 ottobre ed ha chiuso la settimana di contrattazione a 7.863,63. Una discesa del 35,8%.
Quindi quando lo spread sale, scende il  valore del comparto bancario.
Qual è il motivo di questa correlazione?
Lo spread rappresenta il differenziale di rendimento tra i nostri Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi, titoli di stato considerati a rischio quasi pari a zero.
Il differenziale è quindi un parametro di affidabilità o quanto meno di percezione di affidabilità ed aumento/diminuzione del rischio.
Questo ha una conseguenza diretta sull’aumento/diminuzione del valore dei titoli di Stato.
Nel mese di ottobre il debito pubblico italiano ha superato i 2.300  miliardi di euro e i due terzi di questo sono posseduti da Istituti bancari, assicurazioni e  soggetti privati italiani.
Gli acquisti sono avvenuti attraverso la sottoscrizione di fondi comuni di investimento o tramite acquisti diretti.
Oggi i nostri gruppi bancari e assicurativi  hanno   in portafoglio Bot e Btp per 376 miliardi di euro, una condizione che espone il sistema bancario a forti rischi, infatti se
se questi si svalutano, per gli istituti rappresenta una perdita di valore.  Questo crea effetti diretti nei bilanci e dei danni per il capitale  (impatto sul coefficiente patrimoniale medio) delle banche stesse e poi in seconda battuta sul ciclo economico attraverso un circolo vizioso molto pericoloso.
Infatti c’è inoltre un altro effetto da non trascurare.
Più sale lo spread, più le banche devono pagare per prendere in prestito i soldi che a loro volta prestano a chi fa un mutuo. Alla lunga, questi costi vengono ribaltati sulle famiglie e quindi sugli utenti finali: le banche stringono i cordoni, elargiscono meno denari e a costi più elevati.
Una spirale recessiva!
Cosa attendere quindi dai titoli bancari italiani quotati a Piazza Affari?

Ecco un semplice prontuario di comportamento per il breve (1 mese) e lungo termine (6/12 mesi) per 6 titoli bancari.

Legenda Sopra 1 Long Sotto 2 Short Fra 1 e 2 lateralità

Breve termine 1/3 mesi

Lungo termine 12 mesi

Titoli bancari Banco BPM  ultimo prezzo  1,7456

Breve  termine 

11,79

21,67

Fase laterale fra 1,67 e 1,79.

Acquisti di breve  termine con chiusura giornaliera e poi settimanale superiore ai 1,67  con obiettivo a 90 giorni verso 2,36. Stop a 1,67.

Lungo termine

12,73

2,10

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno in area 2,10  pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di lungo termine con chiusura settimanale superiore ai 2,73.

Finchè la tendenza rimarrà ribassista, l’obiettivo è posto in area  1,38.  Se e quando il titolo arriverà in quest’area verranno fatte ulteriori valutazioni.

Titoli bancari Banca Mps ultimo prezzo  1,378

Breve  termine

11,82

21,65

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo  in area 1,65 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di breve  termine con chiusura giornaliera e poi settimanale superiore ai 1,65 con obiettivo a 90 giorni verso 2,25/2,48. Stop a 1,325.

Lungo termine

12,71

2,26

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo  in area 2,26 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di lungo termine con chiusura settimanale superiore ai 2,71.

Finchè la tendenza rimarrà ribassista, l’obiettivo è posto in area  1,06/0,80.  Se e quando il titolo arriverà in quest’area verranno fatte ulteriori valutazioni.

Titoli bancari  BPER Banca ultimo prezzo  3,356

Breve  termine

13,67

23,56

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo in area 3,56 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di breve  termine con chiusura giornaliera e poi settimanale superiore ai 3,56 con obiettivo a 90 giorni verso 4,01/4,40. Stop a 3,19.

Lungo termine

14,78

4,01

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno in area 4,01 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di lungo termine con chiusura settimanale superiore ai 4,78.

Finchè la tendenza rimarrà ribassista, l’obiettivo è posto in area  3,07/2,40.  Se e quando il titolo arriverà in quest’area verranno fatte ulteriori valutazioni.

Titoli bancari Intesa Sanpaolo ultimo prezzo 1,9194

Breve  termine

12,09

22,01

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo in area 2,01 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di breve  termine con chiusura giornaliera e poi settimanale superiore ai 2,01 con obiettivo a 90 giorni verso 2,66. Stop a 1,88.

Lungo termine

12,66

2,25

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo in area 2,25 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di lungo termine con chiusura settimanale superiore ai 2,66.

Finchè la tendenza rimarrà ribassista, l’obiettivo è posto in area  1,50.  Se e quando il titolo arriverà in quest’area verranno fatte ulteriori valutazioni.

Titoli bancari Ubi Banca ultimo prezzo  2,56

Breve  termine

13,02

22,96

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo in area 2,96 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di breve  termine con chiusura giornaliera e poi settimanale superiore ai 3,02 con obiettivo a 90 giorni verso 3,71/4,25. Stop a 2,54.

Lungo termine

1 4,30

2 3,50

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo in area 2,96 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di lungo termine con chiusura settimanale superiore ai 4,30.

Finchè la tendenza rimarrà ribassista, l’obiettivo è posto in area  2,10/1,61.  Se e quando il titolo arriverà in quest’area verranno fatte ulteriori valutazioni.

Titoli bancari Unicredit ultimo prezzo  10,894

Breve  termine

112,10

211,80

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno del titolo  in area 11,80 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di breve  termine con chiusura giornaliera e poi settimanale superiore ai 12,10 con obiettivo a 90 giorni verso 14,66/15,29. Stop a 10,78.

Lungo termine

1 15,38

2 13,22

Cosa significa?

Che nel periodo considerato potrebbe essere possibile un ritorno in area 13,22 pur mantenendo la tendenza ribassista.

Acquisti di lungo termine con chiusura settimanale superiore ai 15,38.

Finchè la tendenza rimarrà ribassista, l’obiettivo è posto in area 8,50.  Se e quando il titolo arriverà in quest’area verranno fatte ulteriori valutazioni.

Conclusioni

C’è poco da dire, i numeri parlano da soli  e tutto continua ad essere in linea con le precedenti previsioni.

Cosa potrà evitare questo futuro che oggi ci appare quasi una tragedia?

Come al solito si procederà per step.

Bancari affossati dallo spread: verso la tragedia? ultima modifica: 2018-11-17T09:54:43+00:00 da Gerardo Marciano
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