Bancari Italiani: nuovi rischi ma anche opportunità? di Gian Piero Turletti

Gian Piero Turletti è Autore di Magic Box, Plt e  Metodo RCM

 

L’indice, rappresentativo del settore bancario italiano, si trova inserito in un trend ribassista da luglio 2015.

Ma quali sono i target in tempo e prezzo di questo trend?

Ascolta in 6 minuti cosa diceva il Dott. Marciano del 6 Aprile 2016  del comparto bancario italiano

Salvo inversioni di lungo, al momento poco probabili, che verrebbero segnalate dal posizionamento delle quotazioni sopra la trend line resistenziale intersecante il massimo di luglio 2015 con il livello di 15440 passante per il mese in corso, il primo target ribassista si pone in area 6200 (ora l’indice quota 6785, con primo setup temporale entro ottobre 2016).

In caso di successiva, mancata tenuta di tale area obiettivo, successivo target a 2340 entro gennaio 2018.

Questa analisi, condotta con Magic box, conferma il cattivo stato di salute del comparto bancario, anche se le recenti misure, concordate in sede europea, potrebbero favorire un recupero dei corsi, che, ripeto, si trasformerebbe in inversione di lungo solo sopra la trend line sopra citata.

Singoli titoli

Intesa Sanpaolo:

il titolo non è riuscito ad arrestare la propria corsa ribassista in area 1,96, dove era proiettabile un primo rilevante target di lungo.

Ora ci aspetta un secondo target a 1,214 entro dicembre 2016, salvo un’improbabile inversione sopra resistenza di lungo, a luglio passante in area 2,22.

Unicredit:

la mancata tenuta di area 2, sprofonda il titolo verso una sorta di terra di nessuno, in cui sarebbero proiettabili financo prezzi negativi.

Diciamo, quindi, che ormai solo una risalita sopra area 2 consentirebbe un tentativo di riaccumulazione in grado di fermare un ribasso, iniziato nel lontano 2007.

Mps:

sin da ottobre 2008 Magic box consentiva di proiettare prezzi tendenti allo zero, in tal modo evidenziando già da allora la pericolosità di un posizionamento su questo titolo, il cui destino pare destinato ad un lento, ma inesorabile declino.

Tutto questo dimostra, ancora una volta, che è inutile intestardirsi su singoli comparti o titoli, soprattutto quando ci sono proiezioni che spingono verso le zero o addirittura verso quotazioni sotto zero.

 

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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