Banca Intermobiliare: l’ondata di vendite era prevedibile? Fin dove si spingerà il ribasso?

Fonte MilanoFinanza

Ancora forti vendite a Piazza Affari sul titolo Banca Intermobiliare . L’azione al momento crolla del 5,69% a quota 1,061 euro dopo essere entrata in asta di volatilità (minimo intraday a quota 1,05 euro, nuovo minimo dell’anno) e sulla scia del -9,4% registrato ieri. Intensi gli scambi passati di mano pari a 346 mila pezzi, più del doppio rispetto alla media giornaliera dell’ultimo mese pari a 132 mila pezzi.

Le quotazioni continuano a scontare le valutazioni contenute, secondo le recenti indiscrezioni di stampa, delle offerte presentate dai compratori interessati a rilevare l’istituto, storicamente controllato da Veneto Banca poi da Quaestio sgr, che, dopo la liquidazione coatta amministrativa, è rimasto fuori dal perimetro di asset acquisiti da Intesa Sanpaolo .

Ieri era la scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti e sul tavolo dei commissari sarebbero arrivate quattro proposte: dalla società di investimenti americana, Warburg Pincus, dall’anglosassone Attestor, da Jc Flowers e da Barents Re con i primi due pretendenti favoriti rispetto agli altri. L’enterprise value su cui si basano le proposte sarebbe tra 100 e 150 milioni di euro e quindi al di sotto dell’attuale capitalizzazione di borsa di Banca Intermobiliare  pari a 175,73 milioni di euro.

Le offerte saranno valutate dai commissari che potrebbero esprimersi nei prossimi giorni oppure, in caso di più proposte simili, aprire un’ulteriore negoziazione. L’ultima parola spetterà a Bankitalia e alla Bce. Sull’opa successiva, invece, si esprimerà il cda. Bim ha chiuso l’esercizio 2016 con una perdita in netto aumento a 93,3 milioni di euro (-19,88 milioni nel 2015) e ha avviato nel 2017 un profondo processo di turnaround.

Così nel primo trimestre la perdita si è ridotta a 2,033 milioni e il margine di intermediazione è cresciuto del 2% a 21,975 milioni, pur a fronte di una raccolta calata del 2,3% a 9,161 miliardi. Il Cet1 fully a fine marzo è invece salito all’11,65% (11,52% a fine 2016). Alla fine del piano industriale 2017-2021 il Cet 1 dovrebbe attestarsi al 18,6%.


Analisi di Proiezionidiborsa

La chiusura del 30 Agosto ha visto il titolo rompere l’importantissimo supporto in area 1.0929€ (I° obiettivo naturale della proiezione ribassista in corso).

Un pronto recupero di questo livello allenterebbe la pressione ribassista. In caso contrario l’obiettivo successivo si trova in area 0.7461€ (II° obiettivo naturale).

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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