Banca IFIS vicina a un ritracciamento di breve? Le attese per le prossime sedute

Fonte MilanoFinanza

Banca Ifis  ha chiuso il primo semestre con un balzo dell’utile netto del 165% a 103,7 milioni di euro, ben oltre le attese degli analisti, e un margine d’intermediazione in progresso del 65,7% a 250 milioni con Interbanca che ha raggiunto il break-even. La performance positiva registrata in tutti i segmenti core è stata influenzata anche da una serie di fattori quali il processo di consolidamento dell’ex gruppo Interbanca, in particolare Corporate Banking e Leasing, l’utile da cessione di crediti Npl, nonché l’effetto positivo dello smontamento temporale del differenziale fra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile dei crediti iscritti nel bilancio di Interbanca e delle società di leasing originato principalmente dalle posizioni allocate al Workout&Recovery e Structured Finance.

Il risultato netto della gestione finanziaria è aumentato del 98,7% a 268,5 milioni, mentre i costi operativi sono saliti del 59,7% a 122,6 milioni (tra 123 e 25 milioni le attese degli analisti) con un cost/income ratio (rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione) pari al 49% rispetto al 50,9% dello stesso periodo dell’anno precedente. Le spese per il personale sono aumentate a 49,5 milioni di euro (27,6 milioni a giugno 2016, +79,3%). In totale il numero dei dipendenti del gruppo a fine giugno era di 1404 risorse. Anche le spese amministrative, pari a 69,9 milioni di euro, sono cresciute del 50,3%. La voce include per 14,7 milioni di euro costi relativi alle nuove controllate.

Per quanto riguarda la qualità del credito, il rapporto tra sofferenze nette e impieghi alle imprese (esclusa l’area Npl) è cresciuto dello 0,2% all’1,4%, mentre l’indice di copertura delle sofferenze lorde verso le imprese è diminuito dell’1,3% al 90,7%. Più nel dettaglio, le sofferenze nette sono salite del 10% a 71,6 milioni e i crediti verso le imprese sono cresciuti dello 0,2% a 5,246 miliardi di euro. Mentre le rettifiche di valore nette hanno mostrato un valore positivo per 18,5 milioni di euro rispetto ai 15,8 milioni di euro negativi del semestre 2016.

Le rettifiche relative al solo settore dei Crediti Commerciali sono risultate pari a 11,7 milioni di euro rispetto a 11,6 milioni al 30 giugno 2016 (+0,7%)., a conferma della buona capacità di erogazione della banca in un quadro di attenzione all’assunzione consapevole del rischio di credito. Le rettifiche relative al settore Leasing sono state pari a 1,1 milioni di euro, quelle relative al settore Crediti Fiscali a 0,1 milioni di euro, mentre si rilevano riprese di valore nel Corporate Banking per 31,8 milioni. Con particolare riferimento alle rettifiche dei crediti Npl l’istituto ha segnalato che i 14,8 milioni sono stati riclassificati fra gli interessi attivi e proventi assimilati “al fine di fornire una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business che vedono le stesse parte integrante del rendimento”.

Infine, sul fronte dei requisiti patrimoniali, il Cet1 e il Total  Own Fund Ratio consolidati del solo gruppo Banca Ifis , senza considerare gli effetti del consolidamento della controllante La Scogliera, si sono attestati entrambi al 16,38%, oltre le attese degli analisti, rispetto al 15,71% di fine 2016. “I risultati approvati oggi sono in linea con gli impegni presi verso i nostri azionisti sia al momento dell’acquisizione del gruppo Interbanca, sia all’annuncio del piano strategico 2017-2019”, ha commentato l’ad, Giovanni Bossi, sottolineando soprattutto la coerenza delle performance con il modello di business che Banca Ifis  ha adottato.

“Riportiamo risultati che confermano l’ottimo lavoro di integrazione e di sviluppo dei business. Focus sui comparti core della banca e sugli strumenti tecnologici a sostegno della relazione con i nostri clienti e dello sviluppo sul mercato”, ha continuato Bossi, sostenendo che l’istituto ha “corso molto in questi mesi ma la strada è ancora lunga e il potenziale per la banca è ampio, le opportunità di sviluppo enormi. Abbiamo il dovere di continuare a creare valore, forti di una storia che dal 2002 non ha mai visto la banca generare un ritorno sul capitale inferiore al 10%: questa è la forza e la responsabilità che ci accompagna tutti i giorni nel prendere le decisioni”. Il consenso FactSet per la fine dell’attuale esercizio si aspetta, a fronte di costi operativi pari a 279 milioni di euro, un utile netto di 149 milioni di euro.


Analisi di Proiezionidiborsa

Sul titolo è in corso una proiezione rialzista che dopo l’accelerazione seguita alla rottura della resistenza in area 36.55€ (I° obiettivo naturale) sta subendo una battuta d’arresto in corrispondenza di area 41.92€ (II° obiettivo naturale).

Qualora questa resistenza dovesse tenere, potremmo assistere a un ritracciamento fino in area 39.84€.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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