Azioni IBM, che cosa riserva il futuro a Wall Street?

In un momento in cui segmenti dell’informatica come l’intelligenza artificiale stanno avendo un grosso clamore e anche un grosso successo, le azioni IBM sembrano trovarsi in uno stallo quasi ingiustificato. Pensiamo ad esempio a Deep Blue, uno dei primi sistemi di AI che nel 1996 riuscì a battere il campione di scacchi Garri Kasparov in una partita memorabile. Ebbene Deep Blue era una “creatura” di IBM, progettata addirittura negli anni 80.

International Business Machines Corporation

Le origini dell’azienda sono centenarie e la sua fondazione risale addirittura al 1888 ad Edincott nello Stato di New York, anche se poi ufficializzata nel 1911, Senza voler entrare nel merito della storia aziendale molto interessante, per poter valutare meglio le azioni IBM andrebbero fatte alcune considerazioni importanti.

Il problema della crescita

Come IBM esistono tante realtà che sono riuscite ad attraversare più di un secolo senza fallire. Ma quello che salta all’occhio è il fattore crescita, che è nettamente ad un livello inferiore rispetto ai competitors. Dati statistici mostrano come negli ultimi dieci anni aziende del calibro di Oracle (ORCL) e Microsoft (MSFT) siano letteralmente esplose sui mercati, con rialzi percentuali stellari. Le azioni IBM invece hanno potuto godere di un misero 20%, segno questo probabilmente di un management non molto attento ai trend del momento.

Le acquisizioni finalizzate e quelle perse

Una delle recenti acquisizioni da parte di IBM è stata Red Hat, l’azienda sviluppatrice di soluzioni open source per Linux. A detta di molti analisti, rispetto alla cifra pagata di 34 miliardi, non è stata una gran mossa. E questo soprattutto per il forte indebitamento che è già in pancia alla compagnia, quasi 80 miliardi di dollari. Con il senno di poi verrebbe da chiedersi se non fosse stato più profittevole acquistare aziende a piccola capitalizzazione ma con forti potenzialità, come ad esempio Salesforce (CRM).

L’andamento delle azioni IBM

Il grafico storico mostra un titolo azionario (IBM) dall’andamento non costante, ma tutto sommato in crescita. E se si parla di crescita, quello è sicuramente il suo punto debole, come abbiamo avuto già modo di analizzare. Ed è per questo motivo forse che si parla di performance del titolo in percentuale non proporzionate per un’azienda solida come IBM e quotata da più di quarant’anni. Tra l’altro l’azienda ha anche un alto dividend yield che arriva al 4,59%.

Storico IBM

Il 2019 dal punto di vista grafico risulta in linea con il dna aziendale. Ovvero crescita ridimensionata e sostanziale tendenza alla lateralità. È da febbraio di quest’anno infatti che il titolo si trova in un trading range oscillante tra i 130 e i 150 dollari per azione.

Grafico IBM Time Frame annuale

E questo nonostante i report sull’EPS (Earning per Share) forniti dal sito del Nasdaq che sono di tutto rispetto.

Grafico EPS IBM

Grafico dell’Earning Per Share del titolo IBM

In conclusione, i fattori che potrebbero dare un spinta al titolo esistono. Ma è da valutare anche l’altro lato della medaglia, ovvero una situazione di crescita che sembra essere molto lenta rispetto ad altri suoi competitors. Probabilmente il futuro delle azioni IBM sarà strettamente connesso con un rinnovato spirito aziendale e operazioni che l’azienda riuscirà a portare a termine in settori di competenza come l’intelligenza artificiale.

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