Azioni ad alto dividendo: quale comprare?

Azioni ad alto dividendo: quale comprare? Innanzitutto, cosa sono le azioni ad alto dividendo? Sono strumenti finanziari in grado di generare un flusso costante di cassa grazie alla presenza di utili stabili. Investire in titoli ad alto dividendo è utile soprattutto perché nel corso del tempo il pagamento dei dividendi mitiga possibili cali futuri. Inoltre, man mano, permette di recuperare il capitale investito inizialmente. Di solito le società che distribuiscono alti dividendi sono società operanti in settori “maturi”. Sono anche ritenute azioni sicure per il fatto che, se tenute nel tempo, produrranno utili in abbondanza in grado di assorbire anche le crisi più dure. E, di solito, è proprio così.

Per rispondere alla domanda del titolo, però, c’è bisogno di lanciare uno screener, impostato secondo certi parametri. Parametri che permettano di ridurre il numero di azioni potenzialmente papabili. Noi abbiamo deciso di impostare tre semplici criteri.

 

  • dividend yield, ossia rendimento da dividendo, maggiore di 4% lordo annuo;
  • rapporto P/E, ossia prezzo/utili, non superiore a 15;
  • rapporto P/Book Value, ossia prezzo/valore patrimoniale dell’azienda, non superiore a 1,5;

Non incidentalmente, questi sono gli stessi parametri che usa anche Warren Buffett quando inizia ad esaminare un’azienda. E che cosa abbiamo trovato, nell’universo delle società a grande capitalizzazione italiana e che distribuiscono un buon dividendo? Intesa Sanpaolo (MIL:ISP), Generali, Poste Italiane e UnipolSai. Queste sono quattro società interessanti, che pagano dividendi elevati, ma hanno un rientro “veloce” del capitale investito grazie al basso costo ed un basso rischio. Quali sono i loro dividendi? Intesa paga un dividendo del 13,05%, Generali del 7,79%, Poste del 5,96% e UnipolSai del 7,26%. Mica male, no?

Azioni ad alto dividendo: quale comprare? Rischi e opportunità

Quali sono le cose che dobbiamo sottolineare, in merito a questa particolare categoria di titoli azionari?

  • le azioni ad alto rendimento presentano un rendimento maggiore rispetto all’indice generale (cioè “battono il benchmark”, vale a dire l’indice di paragone, in questo caso il Ftse Mib);
  • le azioni, nel lungo periodo, sono meno rischiose dell’indice globale grazie al rientro del capitale offerto dai dividendi stessi;
  • la massima discesa da un massimo precedente (che corrisponde al rischio di sbagliare timing di ingresso comprando ad un massimo) è più alto per le azioni che per l’indice.

Buffett inserisce due indicatori di prezzo (il P/E e il P/BV) perché, quando questi indicatori sono su livelli piuttosto bassi, è ragionevole supporre che convenga investire in queste azioni. Perché? Perché i rischi di caduta di prezzo sono piuttosto modesti, mentre i dividendi restano assolutamente invitanti.

Le azioni ad alto dividendo rappresentano un investimento degno di nota. L’unica variabile negativa è che ci siano eventi che costringano le società a tagliare o non pagare i dividendi (come nel caso attuale). Ma queste società (Intesa è stata la prima a dirlo), ripagheranno il dividendo appena riceveranno l’autorizzazione a farlo. Si tratta, quindi, solo di avere pazienza.

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