Attenzione da luglio si rischia il pignoramento della casa principale se si hanno debiti con il Fisco ma ecco come  può essere annullato o impugnato

Dal primo luglio è ufficiale: termina la tregua fiscale e l’Agenzia delle Entrate riprende la riscossione delle cartelle esattoriali e le azioni esecutive. Bisogna fare attenzione da luglio si rischia il pignoramento della casa principale se si hanno debiti con il Fisco ma ecco come  può essere annullato o impugnato.  Purtroppo, l’ultimo rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, pubblicato dalla Corte dei Conti, evidenzia un dato molto preoccupante. Vediamo di cosa si tratta

Attenzione da luglio si rischia il pignoramento della casa principale se si hanno debiti con il Fisco ma può essere annullato o impugnato

La Corte dei Conti, nell’analisi della riforma fiscale, ha proposto che il pignoramento della prima casa (abitazione principale) può essere effettuato anche nel caso di beni inferiore a 120.000 euro. Il rischio di perdere la casa per molti contribuenti è reale, anche considerando il difficile periodo di crisi economica che attraversa l’Italia.

La tregua fiscale prorogata varie volte termina il 30 giugno 2021. Infatti, da  luglio l’Agenzia delle Entrate mette le mani nelle tasche degli italiani con il pagamento delle cartelle esattoriali.

In effetti, i contribuenti potranno pagare le cartelle esattoriali dopo trenta giorni dalla scadenza, quindi entro il 31 luglio. Poiché la scadenza cade di sabato, l’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento è il 2 agosto. Ricordiamo che è possibile presentare domanda di rateizzazione dei debiti all’Agenzia delle Entrate Riscossione prima del 31 luglio  2021.

Il rischio che si corre

Con la ripresa della riscossione riprendono anche le azioni di pignoramento con l’accesso diretto ai conto correnti in base al regime di trasparenza.

Se il contribuente non paga i debiti entro il 2 agosto e non è presente una domanda di rateizzazione, si attiverà l’azione esecutiva per recuperare i debiti. Ricordiamo che è possibile rateizzare i debiti da 72 a 120 rate ed evitare l’azione esecutiva.

Da considerare che il pignoramento può essere impugnato. Il consiglio è quello di affidarsi ad un esperto di contenziosi che dovrà valutare gli estremi degli atti e se sono rispettate le procedure. In alcuni casi è possibile chiedere l’annullamento dell’atto.

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