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Attenzione: c’è una super inflazione in arrivo

Attenzione: c’è una super inflazione in arrivo. Al momento attuale non si vede. Ma c’è. Strisciante, sotto pelle, ma è lì. Perché è impossibile stampare così tanto denaro e non creare inflazione. E’ tutto qui. Ma perché non succede? E cosa comporterebbe uno scenario super (iper) inflazionistico? Continuate a leggere per capirlo.

Dopo la Covid-19 tornerà la normalità, dicono in molti. Qualcuno dissente, ma la massa dei commentatori è di questa opinione. Noi crediamo che cambierà molto, ma non tutto. Cosa, è ancora troppo presto per dirlo. Una cosa che non è cambiata, invece, è l’atteggiamento delle banche centrali. A cui si è unito quello dei governi. Insieme hanno deciso che l’ondata di panico, di chiusure ovunque, anche prolungata, ed il conseguente crollo economico potesse essere affrontato in un solo modo. Cioè stampando denaro. A più non posso. Ed intervenendo sui mercati comprando titoli di Stato. In alcuni casi, come da anni in Giappone, e da qualche mese in America, anche ETF.

Ma tutto questo comporta la sempre più grande chance di scatenare il nemico di tutti. Cioè l’inflazione. Anzi, una super inflazione. Al momento attuale, infatti, si paventano diversi scenari.

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Attenzione: c’è una super inflazione in arrivo

Il 23 marzo, giorno di minimo sui mercati durante l’ondata iniziale del coronavirus, i mercati hanno capito una cosa. Che la deflazione stava finendo. E che l’inflazione, almeno quella monetaria, l’avrebbe sostituita. Perché il 23 marzo? Per quello è stato il giorno in cui la FED ha emesso il suo “whatever it takes”. Ha promesso uno stimolo monetario illimitato. Sia per i consumatori che per le imprese. La conseguenza? Che il dollaro ha fermato la propria corsa ed ha iniziato a scendere. E non s’è ancora fermato. Gli esportatori americani, e Trump, ringraziano, ovviamente.

Ma le banche, chiave per ogni forma di ripresa monetaria ed economica, come stanno? Mica troppo bene. Vi ricordate la crisi dei pronti contro termine di settembre scorso? Era una vita fa, vero? Ma fece tremare tutti. E pensare che gli istituti di credito stiano meglio dovendo far fronte a fallimenti a catena causa lockdown è da folli. Perciò stiamo entrando in questa fase di contrazione del credito con alcune banche internazionali in cattive acque. Soprattutto nella zona euro, purtroppo. Qualche nome? Deutsche Bank, Société Generale, Credit Agricole. Non a caso istituti tedeschi e francesi. Che detengono anche centinaia di miliardi del nostro debito. Non bisogna ignorare questa cosa.

Altri scenari e ipotesi future

Il disinvestimento dal dollaro e dalle attività in dollari potrebbe continuare. Anzi, è quasi sicuro. Visto che aiuta l’economia USA. E non scordiamoci un’altra cosa. Siamo in pieno dentro una gravissima recessione. Molto accelerata dall’emergenza sanitaria del coronavirus. Se ci fossero peggioramenti della situazione delle banche, e qualche fallimento causa crediti inesigibili, la situazione potrebbe ancora peggiorare. Certe banche potrebbero essere nazionalizzate. E l’opinione pubblica non gradirebbe il fallimento di certe politiche.

Anche perché queste politiche ruotano tutte intorno ad un massimo comune denominatore. Il dollaro. Ossia la valuta del pianeta. Un suo indebolimento eccessivo sarebbe dannoso davvero per tutti. E siccome le fortune del dollaro sono legate al debito USA, speriamo che l’America continui ad onorarlo. Come sta scritto, d’altronde, anche nella sua Costituzione, al 14° emendamento.

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