Attenzione alle truffe che si possono ricevere quando si cerca un lavoro

Siamo in un momento storico in cui trovare un lavoro, talvolta, si traduce quasi in un’impresa titanica. Quindi, può accadere che, a causa della necessità, si abbassi la guardia e non si tenga ben conto di taluni aspetti rilevanti relativi alle condizioni offerte. Sicchè, al fine di farvi prestare la giusta attenzione alle truffe che si possono ricevere quando si cerca un lavoro, indicheremo 10 tipi di raggiri da evitare.

Prima ipotesi: lavoro diverso dalla proposta ricevuta

Una delle truffe più diffuse è quella in cui il lavoro che si dovrà andare a svolgere è diverso da quello proposto inizialmente. Ad esempio, si partecipa ad una offerta di lavoro individuale e poi, quando si va al colloquio, ci accorgiamo che questo viene espletato in gruppo. Si pensi all’ipotesi di un’offerta per un lavoro di consulenza e dinamico a contatto con il pubblico, che nasconde una proposta di vendita porta a porta. In questo caso, quando il candidato scopre la verità, se ha bisogno davvero di soldi, accetta quello che gli verrà proposto. Sicchè, certe aziende puntano proprio sulla disperazione di chi ha bisogno di lavorare, lanciando un’esca appetitosa per farlo abboccare.

Seconda ipotesi: il lavoro gratis

La seconda ipotesi di truffa ricorre allorquando chi propone il lavoro, chiede di fare il periodo di prova gratis. Ebbene, poiché qualsiasi attività prevede un contratto sin dal primo giorno e anche il periodo di prova va retribuito, chi si determina altrimenti, nasconde certamente, propositi illegali.

Terza ipotesi: stage non retribuito

Simile ipotesi di truffa riguarda lo stage non retribuito o con una retribuzione simbolica. In tal caso, quando il periodo di tirocinio si conclude, quasi certamente non avverrà l’assunzione. E’ bene sapere che vi sono delle aziende che vanno avanti così da anni, sfruttando il lavoro degli stagisti, con l’illusione di insegnar loro un lavoro.

Quarta ipotesi: corso di formazione a pagamento

Alcuni, avvalendosi della tecnica del corso di formazione, non solo non pagano il lavoro ma addirittura ci guadagnano. Fanno ciò a mezzo dei corsi di formazione. Naturalmente, può accadere che si sia indotti ad accettare in vista del lavoro successivo che viene promesso. Tuttavia, il più delle volte il lavoro non arriva e quindi la vendita del corso si traduce in una truffa per il malcapitato che cercava altro.

Quinta ipotesi: furto d’identità

Altra ipotesi di truffa, è quella che si consuma attraverso il furto d’identità. Essa si svolge nel modo che segue. Si risponde ad un’offerta di lavoro via Internet, poi si viene contattati e si chiede di fornire le proprie generalità e documenti. Dopodiché, non si verrà più contattati e il malintenzionato userà i nostri dati per fare degli acquisti online o per fare altre truffe. Il tutto, naturalmente, utilizzando la nostra identità.

Sesta ipotesi: richiesta di denaro per un lavoro all’estero

Talvolta, oltre ai documenti, vengono richiesti anche dei soldi. Ciò può verificarsi quando viene proposto un lavoro all’estero, allo scopo dichiarato di espletare determinate pratiche burocratiche. Ebbene, la somma verrà sottratta senza che nessun lavoro verrà assicurato.

Settima ipotesi: invio di denaro per un colloquio

Quando la disperazione, per chi cerca un lavoro, raggiunge livelli davvero esasperati, ci sarà anche qualcuno disposto a pagare per un colloquio. Si sappia, fin da adesso, che si tratterà di una truffa realizzata attraverso l’utilizzo di dati riguardanti un’azienda realmente esistente.

Ottava ipotesi: finto lavoro da casa

Con lo sviluppo dello smart working durante la pandemia di coronavirus e la prospettiva di poter lavorare da casa, sono sorte truffe anche in questo settore. In particolare, si offre un lavoro on line, prospettando facili guadagni. Chi lo offre, però, chiede alla vittima un contributo per l’acquisto di materiale che gli verrà fatto recapitare a casa. In tal caso, può accadere che il materiale viene realmente spedito ma il lavoro non esiste.

Nona ipotesi: la bustarella

Questo metodo, vecchio quanto il mondo o quasi, subordina il conseguimento del lavoro, ad una “spinta” che verrebbe garantita dall’esborso di una somma di danaro. In altri termini, un favore per un favore, cioè la cd.tta bustarella. Tuttavia, il più delle volte, chi pretende il pagamento non ha alcun potere di favorirci, con la conseguenza che ci verrà soltanto sottratto il danaro, se avremo soggiaciuto all’inganno.

Decima ipotesi: richiesta di prestazioni sessuali

Anche la richiesta di una prestazione sessuale in cambio di un posto di lavoro, purtroppo, è una tecnica molto risalente nel tempo. In tal caso, la proposta viene fatta in maniera più o meno velata, giusto per sondare il terreno e capire la disponibilità della vittima. Non manca, però, chi accetta, pur di tener fronte alla necessità. Talvolta, però, accade che dopo aver ottenuto il favore, “il truffatore” si congedi con la fatidica frase: «ti faremo sapere». Ebbene, cari lettori, alla luce di tutto quanto esposto, appare davvero chiaro che occorre fare attenzione alle truffe che si possono ricevere quando si cerca un lavoro.

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