Attenzione alla truffa “Bonus 600 euro”, il fenomeno è in aumento

Attenzione alla truffa “Bonus 600 euro”, il fenomeno è in aumento. Cosa succede?

Non è bastato il coronavirus a mettere in ginocchio l’economia mondiale.

In questi giorni, dove sono ancora molti i cittadini che attendono gli aiuti stanziati dal Governo, a peggiorare la situazione arriva la “truffa dei Bonus”.

Colpiti principalmente i lavoratori autonomi, in attesa delle indennità istituite per Decreto dal Governo italiano, al fine di contrastare la crisi economica derivante dal Covid-19.

A lanciare l’allarme direttamente l’INPS, che tramite una comunicazione ufficiale, consultabile qui, ha voluto mettere in guardia i suoi utenti.

La preoccupazione è quella di poter incappare nella truffa tramite phishing, che sta circolando nel web, soprattutto negli ultimi mesi.

Il pericolo arriva tramite posta elettronica ed il messaggio può sembrare effettivamente proveniente degli uffici INPS. Il pretesto, è quello di un errore da correggere per effettuare il bonifico.

In cosa consiste e come fare attenzione alla truffa “Bonus 600 euro”

La truffa tramite phishing sfrutta finte comunicazioni da parte dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, che invitano a cliccare su un link.

Una volta cliccato, il link conduce ad una pagina in cui viene richiesto di selezionare una banca tra quelle contenute in un elenco.

Infine, viene richiesto all’utente di trascrivere le proprie credenziali.

Da qui, parte la truffa telematica vera e propria, al fine di estorcere dati sensibili ed entrare sui conti correnti dei malcapitati.

Le raccomandazioni

L’INPS nega categoricamente l’invio di e-mail, da parte dell’Istituto, per l’erogazione delle indennità previste dal Decreto Rilancio.

Inoltre, chiarisce sempre l’INPS, tutte le informazioni sulle prestazioni, servizi e modifiche eventuali, sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portale www.inps.it.

Per motivi di sicurezza, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, non invia mai, in nessun caso, e-mail contenenti link cliccabili.

Dunque, diffidate da comunicazioni telematiche sospette, in quanto sono molteplici le vittime del raggiro, registrate nelle ultime settimane.

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