Attenzione alla pianta più tossica della flora facilmente confondibile con ciò che potrebbe stare nelle nostre cucine

Le piante sono essenziali per la nostra vita. Esse, attraverso la fotosintesi clorofilliana, producono l’ossigeno necessario a tutti gli esseri viventi e ci forniscono quei mezzi di sostentamento ormai indispensabili.

Ma non tutti sanno che le piante elaborano svariati principi chimici, che rappresentano il loro metabolismo. Se la maggior parte delle molecole presenti sono a supporto dell’uomo, altre possono essere pericolose poiché non compatibili con il suo ciclo biologico.

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Ciò significa che ci sono piante con proprietà terapeutiche e piante dalle quali è meglio stare alla larga.

Noi di ProiezionidiBorsa abbiamo già citato quali sono alcune delle piante pericolose presenti sulla terra ma ce n’è una in particolare che bisogna saper riconoscere. Bisogna fare attenzione alla pianta più tossica della flora facilmente confondibile con ciò che potrebbe stare nelle nostre cucine: l’aconito napello.

Aconito napello: bella da vedere ma guai per chi la tocca o la ingerisce

Una pianta bellissima dall’aspetto innocuo eppure pericolosa allo stesso tempo. Si può osservare specialmente in estate in tutta la sua bellezza attraverso i suoi fiori di colore blu-viola dai petali a forma di elmo. Le foglie si aprono a ventaglio.

Perché bisogna fare attenzione a questa pianta conosciuta come la più tossica della nostra flora facilmente confondibile con ciò che potrebbe stare nelle nostre cucine?

Perché nel terreno, il tubero ha l’aspetto di una rapa. Ed è per questo motivo che bisogna fare estremamente attenzione, per evitare di confondere le radici dell’aconito napello con quelle del rafano o del sedano selvatico, che utilizziamo nelle nostre cucine.

Se sbagliando a distinguerlo, si ingerisce l’aconito napello, questo produce sintomi come pizzicore e intorpidimento alle labbra e alla lingua per poi arrivare alla gola. Se la dose è eccessiva, il volto diventa insensibile, il ritmo cardiaco irregolare e ciò può provocare inevitabilmente l’arresto cardiaco oppure l’arresto respiratorio.

Responsabile di danni così gravi è l’aconitina contenuta, un veleno, come si nota da quanto detto, abbastanza potente.

Uso in medicina

L’aconito napello è usato, in minuscole dosi abbastanza diluite, nella medicina omeopatica, un insieme di pratiche non provate scientificamente, per rimediare agli stati d’ansia e ai dolori muscolari e nevralgici.

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