Attenzione ai più recenti controlli dell’Agenzia delle Entrate sui compensi delle partite Iva

Gli esperti di Proiezionidiborsa invitano i Lettori a prestare attenzione ai più recenti controlli dell’Agenzia delle Entrate sui compensi delle partite Iva. Le verifiche fiscali in corso potrebbero portare a galla dichiarazioni reddituali non complete che espongono al rischio di pesanti sanzioni. Durante il periodo di massima diffusione del coronavirus e del lockdown il Fisco ha mollato la presa rimandando a tempi migliori gli accertamenti. Purtroppo con la fine della proroga, l’Autorità fiscale sta procedendo ad effettuare verifiche molto accurate  per stanare qualunque tentativo di evasione fiscale.

Non solo ai titolari di partita Iva, ma a tutti i contribuenti conviene sapere “Quando scattano i controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate?”. E ciò perché le dichiarazioni reddituali mendaci o incomplete penalizzano i cittadini in quanto figurano come reati fiscali. Il contribuente che omette di dichiarare al Fisco tutti gli introiti presta il fianco non solo a verifiche, ma subisce sanzioni pecuniari molto onerose. Per questo occorre fare attenzione ai più recenti controlli dell’Agenzia delle Entrate sui compensi delle partite Iva. E in particolare ai compensi arretrati che sono confluiti nelle tasche dei titolari prima che gli stessi  decidessero di chiudere la partita Iva.

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Attenzione ai più recenti controlli dell’Agenzia delle Entrate sui compensi delle partite Iva

Attualmente il Fisco dovrà provvedere alla notifica delle cartelle di pagamento che riguardano i ruoli che enti creditori hanno inviato a febbraio/marzo 2020. Dal 1° giugno scorso sono in corso accertamenti fiscali che interessano anche gli atti di riscossione per i quali vigeva la sospensione fino al 31 maggio. Il 2 settembre 2020 l’Autorità fiscale ha fornito chiarimenti in merito alla procedura che deve seguire il contribuente che ha chiuso la partita Iva.

Con l’interpello n. 299 del 2 settembre scorso l’Agenzia delle Entrate consegna indicazioni dettagliate ad una specifica nicchia di Lettori. Nello specifico ai lavoratori autonomi che, pur avendo chiuso la partita Iva, ancora percepiscono introiti risalenti a periodi precedenti. In tal caso, l’Autorità fiscale sottolinea che “il compenso percepito quando ormai, avendo chiuso la partita Iva, non svolgeva più la sua attività professionale in maniera abituale, debba essere dichiarato come reddito diverso”.

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