Attenzione a questi sintomi singolari che possono rivelare quest’infiammazione fastidiosissima ai tendini

A volte possiamo sorprenderci con lievi dolori nella parte esterna del gomito oppure con dolori più consistenti soprattutto nella presa con le mani. Altre volte possiamo provare dolore al solo movimento del braccio e sentire un peggioramento se lo solleviamo e ad ogni movimento successivo. In molti casi questi sintomi sono indicativi del gomito del tennista. Si tratta di un’infiammazione dei tendini che si trovano tra l’avambraccio e la parte esterna del gomito. Ovviamente la diagnosi spetta al medico specialista cui possiamo rivolgerci se (in modo non occasionale), ci sono alcuni di questi sintomi sospetti.

Attenzione a questi sintomi singolari che possono rivelare quest’infiammazione fastidiosissima ai tendini

Parliamo di gomito del tennista perché, come facilmente intuibile, tale sintomatologia normalmente riguarda chi esegue gesti continui in modo quasi meccanico. Proprio come fanno i tennisti. Spesso a soffrire di questa patologia sono operai che lavorano per diverse ore consecutive lungo catene di montaggio e operai edili. Niente panico però perché ci sono terapie che sortiscono ottimi risultati e in casi estremi interventi chirurgici specifici che risolvono il problema.

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Le terapie

Due tipi di terapie in uso sono la TENS che è la stimolazione elettrica nervosa transcutanea (come indicato nel link sopra) e la terapia ad alta intensità laser. Secondo la ricerca che estrapoliamo dalla Direzione generale della ricerca sanitaria e biomedica del Ministero della Salute, le due terapie Tens e Laser si mostrano efficaci. Portano infatti ad una significativa riduzione del dolore nei 14 giorni successivi al trattamento. Inoltre, gli effetti collaterali dei due possibili percorsi terapeutici sono scarsi e di breve durata. Così dai risultati della ricerca.

La chirurgia

In generale, se prestiamo attenzione a questi sintomi singolari che possono rivelare quest’infiammazione fastidiosissima ai tendini e ricorriamo subito alle terapie, dovremmo farcela. In casi estremi invece occorre ricorrere alla chirurgia. Una delle soluzioni è rappresentata dalla artrolisi chirurgica che è un intervento specifico. Di solito garantisce ottimi risultati anche se per il paziente è importante di munirsi di molta pazienza per la gestione post-operatoria. Infatti, dovrà applicare medicazioni fredde, assumere antinfiammatori, applicare stecche rimovibili. Affidandosi ad un buon chirurgo e fisioterapista, di norma questo tipo di intervento è garanzia del ripristino ottimale della funzionalità del braccio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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