Atlantia: un 10% di dividendo sostenibile nel lungo termine dove porterà le quotazioni?

Il titolo   Atlantia da diverse sedute cerca di avere ragione della resistenza in area 27.183€. Ultimo baluardo lungo il cammino che porta al I° obiettivo naturale in area 28.749€. La mancata rottura di questo livello potrebbe dar origine a un ritracciamento fino al supporto più vicino in area 26.239€. La rottura di questo livello determinerebbe un’inversione di tendenza ribassista che avrebbe come I° obiettivo naturale area 24€.

 

News: Fonte MilanoFinanza

La cedola che l’assemblea di Atlantia  ha approvato oggi incorpora una visione prospettica delle potenzialità di miglioramento della remunerazione degli azionisti, ha detto l’ad di Atlantia , Giovanni Castellucci, intervenendo oggi all’assemblea degli azionisti che ha dato l’ok al bilancio 2017, chiuso con un utile netto di 1,17 miliardi, e alla distribuzione del saldo del dividendo di 0,65 euro per azione.

A novembre 2017 era stato corrisposto un acconto sul dividendo pari a 0,57 euro per azione. A favore ha votato il 98,84% del capitale sociale. In assemblea era presente il 76,61% del capitale. Tra i soci rilevanti risultano Edizione al 30,254%, Gic all’8,136%, Blackrock al 5,121%, Fondazione Cassa Risparmio Torino al 5,062%, Hsbc al 5,007%.

“Riteniamo che nei prossimi anni l’ammontare del dividendo possa continuare a crescere e un aumento del 10% a partire da oggi è un tasso sostenibile”, ha osservato Castellucci, ricordando che “quest’anno i dividendi sono stati incrementati del 26%” e che l’Italia resta il baricentro di Atlantia  che “non è una società finanziaria, ma un gruppo industriale con competenze su ingegneria, costruzioni, informatica, elettronica”.

Quest’unicità “è la nostra forza e ci ha permesso, nel caso di AdR, di mettere in campo con successo queste competenze allargate”. Sicuramente l’integrazione manageriale con la spagnola Abertis “sarà una sfida importante, dovremo creare un gruppo unico, con un linguaggio comune e una stima reciproca”. Castellucci ha ammesso che lavorare all’estero è difficile. “Spesso le aziende italiane non hanno le reti di protezione che altre geografie possono fornire, ma noi siamo abituati a difenderci con la correttezza dei nostri comportamenti”.

Intanto il traffico sulla rete di Autostrade per l’Italia è salito dell’1% nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2017, in calo rispetto ai dati delle prime settimane dell’anno precedentemente divulgati, per effetto delle due settimane di forti nevicate (19-25 febbraio e 26 febbraio-4 marzo). In occasione dell’assemblea di febbraio per il periodo 1 gennaio-18 febbraio era stato comunicato un traffico in crescita del 5,1%.

Sulla rete autostradale delle concessionarie estere del gruppo, nei primi tre mesi il traffico ha mostrato complessivamente un incremento del 3,8%, rispetto all’analogo periodo del 2017. Mentre gli scali aeroportuali del gruppo hanno registrato nello stesso periodo una crescita dei passeggeri dell’1,8% per Aeroporti di Roma e del 10,1% per Aeroports de la Cote d’Azur.

Castellucci ha anche detto che Aeroporti di Roma ha registrato un aumento del traffico intercontinentale nei primi tre mesi dell’anno. “Nel 2017 c’è stato il riflesso della crisi di Alitalia con una riduzione della capacità, nel 2018 il calo della capacità è meno visibile e c’è una crescita molto forte del traffico intercontinentale, con un aumento del 17,9% nei primi tre mesi dell’anno” rispetto al corrispondente periodo del 2017, ha spiegato l’ad.

L’aeroporto di Fiumicino, ha concluso, “è uno dei successi del gruppo, abbiamo fatto un gran lavoro e oggi da zimbello del mondo è diventato il migliore aeroporto europeo sopra i 40 milioni di passeggeri, secondo le opinioni dei passeggeri stessi. Il metodo Atlantia  ha dato risultati di cui siamo molto orgogliosi”.

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