Assicurativi: shopping di breve periodo su Cattolica e Generali

Assicurativi: shopping di breve periodo su Cattolica e Generali. Il settore assicurativo non è tra i favoriti di quest’anno, vista l’abbondanza di sinistri sia nel settore danni che nel vita. Il 2020 secondo ANRA sarà ‘hard market’, costellato di sabbie mobili per il principali player mondiali. Ma per gli investitori potrebbe essere un anno bull.

Assicurativi: shopping di breve periodo su Cattolica e Generali

Eppure gli investitori istituzionali stanno operando velocemente su Cattolica e Generali. Vediamo perché oggi sono interessanti questi due titoli che sembrano avviati su direzioni opposte.

Cattolica pronta al dietro front?

Per il gruppo Cattolica, la tendenza di lungo periodo parrebbe negativa, dopo l’ultima seduta chiusa a quota 4,185 e oggi il finale a 3,9580. Eppure la settimana potrebbe chiudersi con qualche sorpresa, una rottura di questa resistenza che proietterebbe i prezzi verso area 4,334 e 4,694 euro per azione. Il target bullish è 5,642 euro entro il 21 agosto 2020. I pessimisti sostengono invece che bisogna tenere d’occhio il livello 4,085 per scommettere sul ripiegamento a 3,950-48 e in seconda battuta verso i 3,623 euro. A questo punto il target al ribasso è a quota 3,386.

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Generali, che affare

Con un prezzo che gira intorno ai 14,32 euro per azione, dopo una partenza a 13,89, la scommessa su Generali (MIL: G) ci può stare. E’ dal 5 giugno che giriamo attorno a questo livello, con un po’ di ottovolante certo. Il Leone di Trieste è certamente un grosso elefante e gli appetiti intorno alla sua governance da parte di Leonardo Del Vecchio sono noti.  Ma a questi prezzi il titolo è indubbiamente un affare.

Tapparsi le orecchie davanti al coro dei picconatori che stanno a guardare su posizioni neutrali, davanti a quello dei pavidi che consigliano di sottopesare e dar retta ai pochi analisti che ci credono, primi fra tutti Banca Imi, che è già uscita allo scoperto tre volte dall’inizio dell’anno (target prima a 14,50 e ora a 15,60) e Banca Akros (più prudente a 15,50), che fra poco avranno piena ragione. Nessuno si stupirebbe se entro agosto si tornassero a quotare i 18 euro per azione

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