Asset allocation: quale? E’ nei numeri!

Un modello di asset allocation semplice da realizzare, si può basare anche solo sul confronto tra oro ed indici azionari.

Nell’articolo di ieri ho evidenziato come sia possibile distinguere cicli di forza relativa rialzista e ribassista tra le diverse asset class.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

Asset allocation: cosa guardare?

Nei periodi di forza relativa positiva sull’azionario, questa asset class sarà da preferire, e viceversa sarà preferibile puntare sull’oro in caso di forza relativa ribassista degli indici azionari sull’oro.

Per implementare un metodo utile a scegliere l’asset allocation, si può utilizzare l’indicatore di forza relativa indice azionario/oro, sovrapponendovi una media mobile a 60 unità, su grafico a barre mensili.

Possiamo usare due indici: S&P 500 e Dax, ognuno con un indicatore di forza relativa rispetto all’oro.

L’indicazione è a favore dell’azionario se entrambi gli indicatori di forza relativa sono superiori alla propria media mobile a 60 unità.

Viceversa, avremo indicazione favorevole all’oro nel caso che entrambi gli indicatori di forza relativa siano inferiori alla media.

In caso di indicazioni discordi, la forza relativa di un indice superiore alla media, e la forza relativa dell’altro inferiore, si resta flat.

Tale modello è alternativo, rispetto a quello basato sulla forza relativa di un solo indice, ad esempio lo S&P 500, in quanto richiede maggiori conferme per entrare in posizione, ma al contempo si basa su maggiori indicazioni, provenienti da aree economiche diverse.

In tal modo, si possono evitare estemporanei cambiamenti di strategia, che potrebbero comportare la necessità di cogliere fasi di inversioni puramente occasionali.

Di seguito i grafici degli indici S&P 500 e Dax, a barre mensili, con i relativi grafici della forza relativa su oro.

Grafici Dax, S&P 500 e oro

Le rette verticali, sull’indicatore di forza relativa, indica i periodi di variazione nelle indicazioni di asset allocation, basata sull’attraversamento della media mobile.

S&P 500

 

DAX

Un primo periodo è a favore dell’oro, sino a marzo 2007, segue quindi un periodo di indicazioni discordanti, a seguito di forza relativa positiva a favore del Dax e sfavorevole invece all’indice USA, ma tale periodo riprende con forza negativa per le borse da dicembre 2007.

Potremmo dire che tutta la fase da settembre 2001 a marzo 2013 costituisce un unico grande ciclo (evidente sullo S&P 500), intervallato da una fase flat.

Per chi segue invece,  il metodo dei due indici, ma chi avesse seguito solo lo S &P 500 sarebbe rimasto in posizione di asset allocation favorevole all’oro, con una performance del 761 per cento su tale asset.

Invece, considerando entrambi gli indicatori di forza relativa, si sarebbero ottenute le seguenti performances, su S&P 500, Dax, ed oro, nelle diverse fasi:

SETTEMBRE 2001 –MARZO 2007

(FORZA RELATIVA A FAVORE DELL’ORO)

S E P 37,99

DAX 61,69

ORO 125,61

DICEMBRE 2007 – MARZO 2013

(FORZA RELATIVA A FAVORE DELL’ORO)

S E P 6,94

DAX – 4,11

ORO 91,51

MARZO 2013 – DICEMBRE 2018

(FORZA RELATIVA A FAVORE DELL’AZIONARIO)

S E P 74,42

DAX 35,45

ORO -19,85.

Come notiamo, seguire la forza relativa restituisce la possibilità di valide indicazioni per un’asset allocation di lungo termine.

 Conclusioni

Ed ora?

Come ho fatto notare nel precedente articolo, ci troviamo in una probabile fase di transizione, con indicatori di forza relativa del Dax e di altri indici, che sono nuovamente tornati favorevoli all’oro.

Mentre la forza relativa sullo S & P 500, ancora favorevole all’azionario, sta tuttavia perdendo slancio, avvicinandosi alla media mobile a 60 unità.

Durante queste fasi di transizione, solitamente l’azionario perde slancio, e recuperano invece le performances dell’oro.

Consideriamo infatti quali sono state le performances dei due indici e dell’oro da dicembre 2018 sino ad oggi:

S&P 16,63

DAX 10,95

ORO 16,9.

Notiamo, non a caso, una performance dell’oro che, da ultima asset class in classifica nel precedente periodo, balza al primo posto, quasi alla pari con lo S&P 500.

Probabilmente, anche tale parità sostanziale tra la performance dell’indice USA e quella del metallo giallo sta ad indicare una fase di transizione.

Il successivo eventuale passaggio dell’indicatore di forza relativa tra S & P 500 ed oro, sotto la media mobile a 60 unità, sarebbe una probabile indicazione di una nuova fase favorevole all’oro.

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