Asset allocation: occhio ai titoli bancari, nascondono sofferenze “iceberg”

Attenzione ai titoli bancari nel proprio portafoglio di investimento. Perché potrebbero nascondere delle sofferenze patrimoniali, buchi neri che azzerano gli utili per gli investitori e deprimono le quotazioni. Prepariamoci a un’altra raffica di ristrutturazioni nel settore del credito, a nuove fusioni e concentrazioni. Capiamo sta succedendo con l’aiuto dell’Ufficio Studi di Proiezionidiborsa.

La difesa del presidente Abi Patuelli

È stata alta la tensione all’ultimo esecutivo Abi tenutosi a Roma, con la presenza del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Il Presidente Antonio Patuelli ha sottolineato il continuo l’impegno dei suoi associati, le banche, durante il periodo di lockdown. Per attuare quanto richiesto dall’Esecutivo nei confronti delle imprese.  È una crisi, questa, senza precedenti dal Dopoguerra. Accompagnata da una caduta del PIL di poco inferiore al 10% dalla quale ci riprenderemo, purtroppo, lentamente. E questo incide negativamente sulla spesa di famiglie e di imprese.

Sono in aumento i problemi di liquidità, di sostegno della domanda aggregata, di disagio sociale e di ampliamento delle disuguaglianze. Per il settore del credito sono in arrivo nuovi rischi e debolezze. Le banche, insomma, ha sottolineato Patuelli, si trovano in una fase delicata. Ora si attende, dal Governo e dalle autorità italiane ed europee lo slittamento dei termini delle moratorie per accompagnare le aziende alla ripresa.

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La strigliata del Governatore Visco

Ma è stata la strigliata del Governatore Visco a far suonare i campanelli d’allarme per chi investe i suoi risparmi anche nel settore del credito. Dall’impresa fino al piccolo risparmiatore che investe in azioni, obbligazioni, fondi. Visco, nel suo intervento, ha parlato della necessità di interventi risoluti a proposito della flessibilità dei crediti deteriorati. Che cosa vuol dire che non bisogna rinviare l’emersione di perdite altamente probabili, preservando alti livelli di patrimonializzazione? Vuol dire che qualche banca ha già nascosto sotto il tappeto un fardello di mutui che non saranno pagati, di prestiti che non saranno restituiti. Che ci sono già in giro dei buchi neri nelle banche e che magari lui ha già in mente dove mandarli, i suoi ispettori. Insomma, ha dato tempo fino a Natale per sistemare i pasticci.

Visco indica la via del risanamento

Il Governatore di Bankitalia ha indicato con chiarezza per il risanamento. Per assorbire le perdite sui prestiti, sarà necessario forse utilizzare almeno parte del capitale in eccesso rispetto ai requisiti minimi. Per i non addetti ai lavori, bisogna spiegare che le banche per poter operare devono avere un gruzzolo sempre da parte. L’importo è fissato a 2 milioni di euro per le banche di credito cooperativo e 6,3 milioni per le altre. Molti istituti hanno da parte una cifra molto superiore, le famose eccedenze. Se non bastasse neanche attingere a queste risorse, è chiaro che alla fine i pasticci emergeranno e li potrà sanare uno solo, lo Stato. Ma Visco non pare intenzionato a farlo.

Il nostro sistema di vigilanza brilla per essere andato, in passato, a scovare irregolarità laddove i “buoi erano già scappati”. O peggio ancora. Chi ricorda la pagina nera dello scandalo Bankopoli, che coinvolse anche l’allora Governatore Antonio Fazio, sa di cosa scriviamo. Il governatore Visco sembra, insomma, intenzionato a concludere quel che resta del suo secondo mandato, da qui al 2023, senza sconti, né indulgenze per nessuno. E meno che mai restando invischiato, per così dire, in situazioni che prevedano interventi d’emergenza. Ma più politici, che finanziari.

Asset allocation: occhio ai titoli bancari, nascondono sofferenze “iceberg”

Solo i più esperti, che seguono giorno per giorno gli eventi, potranno cavalcare profittevolmente l’alta volatilità dei titoli bancari, nei prossimi mesi. Mentre i piccoli risparmiatori inesperti dovrebbero star fuori dai giochi pericolosi. Asset allocation: occhio ai titoli bancari, nascondono sofferenze “iceberg”. Meglio tenere d’occhio quanto costa tenere un conto corrente aperto da una parte o dall’altra. Qualche volta si risparmiano somme che non si incassano a Piazza Affari, sui titoli bancari, neanche nelle stagioni migliori. Per le imprese, invece è ora di tener d’occhio il proprio partner finanziario per l’export. Se è tonico e proattivo oppure è inerte e decotto, perché sta affogando nei debiti.

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