Asset allocation di medio e lungo termine: cosa scegliere?

Sta per terminare il primo quadrimestre del 2021, con diverse luci ed ombre. Riguardo l’asset allocation di medio e lungo termine: cosa scegliere?

Se la crescita USA si rivela probabilmente premiante, molte altre potenziali scelte di portafoglio si rivelano ancora contrassegnate da una significativa incertezza, divise tra ombre della pandemia e possibili riprese economiche.

Spesso, non a caso, molte scelte di gestori e di consulenti finanziari si basano su un discreto grado di soggettività discrezionale, che fa spazio ad opinioni anche nettamente contrastanti sui medesimi asset.

Il mio intento è stato quello di formulare un metodo, che prescindesse, almeno in parte, da tale discrezionalità.

Un metodo non discrezionale

L’unico elemento discrezionale è la scelta degli asset.

Una sufficiente diversificazione ci consente di limitare tale scelta a 3 asset:

Dow Jones, quale rappresentante della componente azionaria.

Oro, quale rappresentante dei metalli preziosi e delle materie prima in genere.

BTP, quale rappresentante della componente obbligazionaria.

Quindi occorre considerare due indicazioni.

La prima, desunta dal metodo PLT, consente di considerare inserito in un trend rialzista, o meno, un determinato asset.

E qualora tale asset esca dal trend rialzista, esce anche dalla asset allocation.

Considerando gli asset che permangono in trend rialzista, sempre in base a PLT, il maggior o minor peso di questi nella asset allocation dipende dal grado di forza relativa, che li contraddistingue, rispetto agli altri asset.

Per calcolare questo, usiamo una media mobile a 60 mesi della forza relativa di un asset, rispetto ad ognuno degli altri asset prescelti.

Si effettua quindi il seguente calcolo: si parte dal numero 1, e si aggiunge a 1 una unità, ogni volta che un indicatore di forza relativa di quell’asset rispetto ad un altro asset, sia al di sotto della propria media mobile a 60 mesi.

Otteniamo in tal modo una graduatoria, che pone al primo posto il numero 1, e così via.

Ovviamente i maggiori pesi sono da attribuire, nella conseguente asset allocation, ai titoli che godono delle prime posizioni.

Attuale asset allocation

L’asset allocation iniziale, già oggetto di precedenti scelte, ricadeva, come abbiamo detto, su questi tre asset: BTP, Dow Jones Industrial, Oro.

Quale primo step, dobbiamo quindi considerare, in base al metodo PLT, se una o più delle asset class prescelte sia ancora in trend rialzista.

A tale riguardo, va rimarcato che l’oro, in chiusura di marzo, in base a PLT è uscito dal trend rialzista, per assumere posizione neutrale.

Pertanto restano nella nostra asset allocation Dow Jones Industrial e BTP.

Quale la loro posizione, rispetto all’indicatore di forza relativa?

Lo ricaviamo dai seguenti grafici.

Forza relativa in base ai grafici

grafico 1 forza relativa dow jones

Nel grafico qui sopra, relativo al Dow, la parte inferiore riguarda gli indicatori di forza relativa.

Il primo rispetto a se stesso è ovviamente una linea piatta.

Resta il secondo, del Dow rispetto al BTP, con forza relativa superiore alla propria media a 60 mesi.

Pertanto al numero 1, aggiungiamo zero, non essendoci alcun indicatore al di sotto della media a 60.

E, quindi, abbiamo una prima posizione per quanto riguarda l’indice azionario USA.

Simmetricamente, il seguente grafico restituisce, invece, la forza relativa del BTP, rispetto al Dow Jones Industrial.

grafico 1 forza relativa BTP

Nel grafico più in basso l’indicatore della forza relativa è ovviamente una linea orizzontale, rappresentando l’indicatore rispetto al medesimo asset.

Nel grafico intermedio, la forza relativa è rispetto al Dow Jones, e notiamo che è inferiore alla propria media a 60 mesi.

Pertanto, dobbiamo aggiungere al numero 1 un altro 1, perché il numero di indicatori sotto la propria media a 60 mesi è appunto 1.

Di qui otteniamo un punteggio di 2, cioè di seconda posizione.

Asset allocation di medio e lungo termine: cosa scegliere?

Ne consegue che al primo posto della nostra asset allocation va considerato l’indice azionario USA, ed al secondo posto il BTP future.

Ovviamente resta comunque nella discrezionalità del gestore quanto privilegiare i singoli asset.

Ad esempio, al Dow Jones Industrial potremmo destinare un 70/80 per cento del capitale destinato ad investimenti, ed il resto al BTP Future.

Infine, va considerato che tale metodo prescinde comunque da altre considerazioni, come quelle relative a scenari macro ed altre analoghe variabili, peraltro non sempre di facile decifrazione, costituendo una metodica basata invece su un metodo di analisi tecnica di lungo termine, dalla elevata affidabilità statistica, in abbinamento ad indicatori di forza relativa.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

Consigliati per te