L’assegno di mantenimento in favore dei figli è soggetto a tassazione?

Per rispondere alla domanda se l’assegno di mantenimento in favore dei figli è soggetto a tassazione, occorre anzitutto precisare che vi è una differenza tra l’assegno di mantenimento ai figli e quello destinato al coniuge.

Il primo, difatti, fa reddito. Mentre il secondo no. Per capire, però, cosa accade sul piano fiscale, bisogna considerare quali sono gli altri redditi del beneficiario. Ciò in quanto la tassazione dell’assegno di mantenimento, segue le regole di tutti gli altri redditi e ad essa si applicano le comuni aliquote IRPEF.

Come detto, dunque, quello al coniuge è soggetto a tassazione, salvo nel caso in cui avvenga in un’unica soluzione. Quindi, l’assegno di mantenimento all’ex coniuge si dichiara all’Agenzia delle Entrate solo nel caso in cui si corrisponda mensilmente. In tal caso, l’importo dovuto a titolo di IRPEF varia a seconda dello scaglione di reddito del beneficiario.

Tuttavia, vi sono anche delle detrazioni fiscali che ricorrono allorquando il reddito complessivo del contribuente si mantenga al di sotto di determinate soglie. Dal punto di vista di chi paga, poi, le somme versate a titolo di assegno di mantenimento mensile costituiscono un costo e, quindi, soggette a deduzione fiscale.

Per quanto riguarda, invece, l’assegno di mantenimento per i figli, le regole subiscono un’inversione. Infatti, tali somme non vanno dichiarate e sono esenti da tassazione. Allo stesso modo, per chi le corrisponde, non è ammessa la deduzione fiscale.

L’assegno di mantenimento in favore dei figli è soggetto a tassazione?

In generale, come anticipato, per capire se sulle somme percepite come assegno di mantenimento si pagano le tasse, occorre considerare la posizione del beneficiario. Di conseguenza, la circostanza di dichiarare al Fisco che si percepisce un assegno di mantenimento non significa pagarci necessariamente le tasse.

Questo perchè ci sono alcune soglie di reddito al di sotto delle quali operano le detrazioni fiscali. Con la conseguenza che i redditi restano esenti. Questo significa che non si deve pagare l’IRPEF, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Quando avviene questo?

Ebbene, se il reddito complessivo non supera 4.800 euro, opera una detrazione IRPEF pari a 1.104 euro.

Inoltre la detrazione è ugualmente pari a 1.104 euro, se il reddito complessivo è superiore a 4.800 euro ma non a 55.000 euro. In tal caso, la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 50.200 euro.

Di conseguenza, se l’assegno a favore dei figli minori viene corrisposto al coniuge, vale il discorso innanzi detto. E cioè che la somma è esente da tasse. Se, invece, si tratti di assegno corrisposto direttamente al figlio beneficiario maggiorenne, così come per il coniuge, valgono le regole appena indicate.

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