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Assegni e agevolazioni per le famiglie con reddito ISEE inferiore ai 26.000 euro

Gli Esperti di Redazione vi spiegheranno come ottenere assegni e agevolazioni per le famiglie con reddito ISEE inferiore ai 26.000 euro. Attualmente il Governo italiano sta stanziando finanziamenti e fondi per sostenere il bilancio economico di molti contribuenti. La nuova ondata di coronavirus ha imposto un altro periodo di sospensione a numerose attività commerciali, produttive e lavorative. Le conseguenze negative di questa crisi economica si abbattono con più violenza sulle sorti delle famiglie che già versano in condizioni di disagio e che spesso risultano monoreddito. Se a ciò si aggiungono la perdita del lavoro, periodi di disoccupazione e di cassa integrazione risulta evidente quanto sia difficile garantirsi il sostentamento.

Gli aiuti statali si rivolgono anzitutto ai cittadini più deboli che faticano ad arrivare a fine mese con le modeste somme di denaro che posseggono. La priorità nell’assegnazione dei fondi spetta ai contribuenti anziani che non possono più procurarsi autonomamente le risorse economiche per la sussistenza. Per la terza età esiste difatti la misura economica della pensione di cittadinanza che assicura un assegno mensile di 630 euro.

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Per le famiglie con più figli minorenni fiscalmente a carico invece il Governo eroga assegni di importo variabile e proporzionato alla fascia reddituale di appartenenza. Nell’articolo “Assegni INPS fino a 422 euro per famiglie con figli che presentano domanda entro dicembre 2020” la Redazione fornisce informazioni in merito. Anche i contribuenti che non hanno figli possono comunque beneficiare di alcune prestazioni economiche e contributi di vario genere se in possesso di specifici requisiti. Analizziamo anzitutto la procedura da seguire per ottenere assegni e agevolazioni per le famiglie con reddito ISEE inferiore ai 26.000 euro.

Assegni e agevolazioni per le famiglie con reddito ISEE inferiore ai 26.000 euro

I sussidi governativi raggiungono anche i contribuenti che cadono in una condizione di morosità pur non avendone responsabilità. Il lavoratore che si ritrova senza impiego spesso non riesce a fronteggiare neanche le spese più ordinarie. Può accadere infatti che non paghi il canone di locazione dell’appartamento in cui risiede perché l’epidemia lo ha privato dello stipendio.

Si parla in questi casi di morosità incolpevole per cui lo Stato stanzia contributi economici fino ad un tetto massimo di 8.000 euro. A seconda delle circostanze è possibile ottenere un contributo per sostenere le spese di affitto oppure un rimborso del canone da parte del Comune. Tali agevolazioni e sussidi raggiungeranno i contribuenti che presentano un ISEE corrente in cui figurano redditi sotto i 26.000 euro. Per conoscere ulteriori dettagli su requisiti, soglie di reddito e importi relativi al bonus affitto si rimanda alle disposizioni della Legge di Bilancio 2020.

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