L’aspetto visivo e le materie prime utilizzate ci dicono se la pasta è di qualità 

La più amata dagli italiani, la pasta, oggi è oggetto di qualche consiglio che la redazione di ProiezionidiBorsa intende condividere con voi. In particolare vedremo come l’aspetto visivo e le materie prime utilizzate ci dicono se la pasta è di qualità o meno. Procediamo con ordine.

La materia prima

Per legge, la pasta secca deve contenere la semola di grano duro, che può essere anche integrale. La farina di grano tenero è usata, invece, per la pasta fresca.

In linea di massima, non si può dire, a priori, che la semola italiana sia in assoluto migliore, o meno, di quella importata. In compenso, la provenienza nazionale offre il gran vantaggio, almeno sulla carta, di una maggiore garanzia di tracciabilità.

In tal senso, andrebbero predilette le farine antiche, magari integrali e biologiche. Questo per riuscire a mangiare una pasta, dal miglior profilo nutrizionale, più ricca di fibre e di antiossidanti naturali. Oltre che con un utilizzo ben limitato di pesticidi.

Il consiglio è di evitare paste prodotte da farine troppo raffinate, che di fatto risultano più povere. In esse, infatti, i processi di lavorazione eliminano tutte quelle sostanze benefiche che sono contenute nel germe del grano. Stiamo parlando di aminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine del gruppo B.

Evitare anche le paste con ingredienti addizionati

In linea di massima, ciò che è importante valutare è la quantità delle proteine contenute nella semola. Il loro peso sul totale dovrebbe, infatti, aggirarsi tra il 12,50% e il 15%, su ogni 100 gr di prodotto. La presenza di queste sostanze garantisce la conservazione dei principi nutrizionali, ma anche una maggiore resistenza alla cottura.

Se la materia prima è di qualità, la pasta risulterà non collosa e al dente. La sua acqua di cottura sarà più limpida, perché in essa non si  disperderà l’amido.

Si potrebbe anche provare a tenere in cottura per maggior tempo la pasta e vedere quanto resiste. Parimenti, andrà considerata la forma che la pasta conserverà nel piatto. Non dovrà, infatti, risultare collosa una volta raffreddatasi.

L’aspetto visivo non è da sottovalutare

Se è vero, in generale, che anche l’occhio vuole la sua parte, questo vale anche per la pasta. In questo caso, l’aspetto visivo ci racconterà della sua qualità. In modo particolare, essa non dovrà essere lucida e troppo gialla, neppure caratterizzata da puntini bianchi o neri.

Ancora, il tipo integrale non dovrà presentarsi troppo scuro. Quest’ultimo aspetto potrebbe essere un indicatore della presenza di farine di grano raffinato, con l’aggiunta successiva di cruschello.

Prediligere in ogni caso le aziende che fanno della trasparenza la loro policy, a cominciare, appunto, dall’etichetta.

Dunque, si fa presto a dire pasta, ma attenzione perché l’aspetto visivo e le materie prime utilizzate ci dicono se la pasta è di qualità oppure no.

Se, invece, cercate uno spunto su come preparare un magnifico ragù di verdure e ortaggi, allora vi invitiamo a leggere il presente articolo.

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