Ascoltare musica passeggiando o correndo inganna il cervello diminuendo il senso di fatica

Prendiamo 2 elementi del nostro corpo, il cervello e il fisico e cerchiamo di metterli per una volta in competizione tra di loro. Una specie di gara benefica interna al nostro organismo per capire cosa può accadere. Secondo uno studio spagnolo ascoltare musica passeggiando o correndo inganna il cervello diminuendo il senso di fatica. Ha curato questa ricerca l’Università spagnola di Alicante sulla scia della positività riconosciuta da tutti della musica sullo sport. Vediamo esattamente cosa accade al nostro cervello in queste situazioni.

Lo studio iniziato pochi giorni fa

È recentissimo questo studio iniziato poche settimane fa in concomitanza con la riapertura completa delle attività sportive. Molti dei nostri Lettori saranno sicuramente abituati ad andare a correre o passeggiare con le cuffiette. Si tratta certamente di un’ottima compagnia, di un modo per rilassarsi e allontanare la testa dei pensieri. Secondo i ricercatori spagnoli però la conseguenza dell’essere meno affaticati ascoltando musica è frutto di questa azione sul cervello.

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Ascoltare musica passeggiando o correndo inganna il cervello diminuendo il senso di fatica

Ecco quanto sostiene questo studio che sta ancora sottoponendo i volontari alla sperimentazione. Volontari che sono stati divisi in due gruppi: uno di amatori, l’altro di sportivi regolari. Dando addirittura loro modo di scegliere il tipo di musica è emerso che entrambi i gruppi hanno fatto più strada del loro solito. Il secondo gruppo quello dei più esperti ha addirittura raddoppiato le distanze senza dichiarare sforzi e fatiche insostenibili.

Dopo aver messo a confronto la lunghezza dei percorsi, gli scienziati hanno ovviamente misurato gli sforzi effettuati con dei test fisici. In entrambi i gruppi è emerso che distrarre il cervello con la musica, allontanando i pensieri negativi, lo sforzo è risultato inferiore alle attese. In sostanza scegliendo la musica giusta andremmo a precorrere il doppio della strada facendo molta meno fatica. Il cervello distratto non manderebbe al fisico il messaggio di stanchezza come quando non ascoltiamo la musica.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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