Arterie ostruite e ictus dietro l’angolo se diventa difficile rispondere a questi 3 comandi

Chi riesce a mettersi in ascolto del proprio corpo e dei segnali di malessere che giungono sotto forma di sintomi anche lievi riduce molto il rischio di malattie cerebrali. Non sempre è possibile infatti diagnosticare per tempo e con un certo anticipo alcune forme incipienti di decadimento neuronale perché la sintomatologia non è specifica.

Spesso succede che i sintomi siano comuni a tante altre patologie o disturbi temporanei per cui si finisce col trascurarli e attribuirli a cause fuorvianti. Eppure secondo gli Esperti almeno“5 sintomi a 45 anni indicano che il cervello sta andando incontro alla demenza” e alla perdita progressive della memoria. Una prima indagine sullo stato generale di salute dovrebbe anzitutto prevedere delle analisi del sangue che consentono di rivelare   un eventuale malfunzionamento del sistema cardiovascolare.

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A tal fine conviene ricordare che “Dopo i 40 anni sono questi i valori normali di glicemia, colesterolo, trigliceridi e pressione”. E soprattutto che davvero si corre il rischio di ritrovarsi con arterie ostruite e ictus dietro l’angolo se diventa difficile rispondere a questi 3 comandi. Ciò vale anche per chi non presenta disturbi cronici, perché il tabagismo, l’ipertensione, l’abuso di alcolici possono comunque scatenare un attacco ischemico transitorio (TIA). Non tutti ad esempio sono consapevoli dell’eventualità di un “Cervello in tilt e rischio di ictus se si perde quest’abilità prima dei 60 anni”. Conviene pertanto indagare la causa e l’origine anche dei sintomi che a prima vista sembrano del tutto privi di importanza perché magari si presentano solo raramente.

Arterie ostruite e ictus dietro l’angolo se diventa difficile rispondere a questi 3 comandi

Sottoponendosi al test FAST è possibile agire con tempestività e in particolare entro 3 o 4 ore dalla comparsa dei primi sintomi dell’ictus cerebrale. Si può infatti presagire la probabilità di un ictus sulla scorta di alcuni parametri da valutare con l’ausilio del Cincinnati Prehospital Stroke Scale. Il primo aspetto riguarda la mimica facciale per cui si verifica che entrambi i lati del viso abbiano movimenti simili. In caso contrario, si registra solitamente un’anomalia in una parte della faccia e un angolo della bocca non si solleva mentre si chiede al paziente di sorridere.

Il secondo parametro da valutare riguarda gli arti superiori e l’eventuale difficoltà del soggetto di mantenere sollevate entrambe le braccia. Infine bisogna valutare le abilità linguistiche chiedendo al soggetto di pronunciare una frase molto semplice. Una scarsa ossigenazione del cervello induce infatti a biascicare, dire cose senza senso o a pronunciare le parole di uso comune in modo scorretto. Se i risultati del test FAST rivelano difficoltà in tutti e 3 i parametri il rischio di ictus si attesta orientativamente attorno all’85%. Scende invece al 72% se solo un parametro è fuori norma, ma comunque occorre rivolgersi ad uno specialista per avviare una serie di specifiche indagini cliniche.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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