Arte e Post-Covid-19, lo scenario di Deloitte

Arte e Post-Covid-19, lo scenario di Deloitte. Come ogni anno Deloitte e ArTactic hanno presentato il report internazionale riguardante gli investimenti in arte, i trend dell’anno appena conclusosi e i nuovi bisogni dei collezionisti rispetto al mercato di Art Wealth Management. La presentazione della sesta edizione del rapporto ha tracciato anche un’ipotesi sugli scenari post-Covid nei vari settori del sistema dell’arte. Deloitte è famosa per questo e altri report dedicati agli scenari di settore, che costituiscono una guida preziosa per gli investitori privati.

L’arte è strategica nei grandi portafogli

Dalle interviste condotte presso mercanti d’arte, case d’aste, galleristi, collezionisti, compagnie di logistica, private bankers e Family Office, è emerso che l’arte come asset class è sempre più legata alla gestione patrimoniale. L’86% dei gestori patrimoniali interpellati ha dichiarato di includere nei servizi offerti ai clienti anche la gestione dei servizi artistici e da collezione.

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I nuovi servizi offerti dai private bankers

Gli operatori del settore propongono un approccio sempre più olistico nei confronti dell’arte ai clienti facoltosi. Che sono spesso poco esperti: hanno bisogno di consulenza per la scelta di artisti e opere, valutazione delle opere, gestione delle collezioni e consulenza sugli aspetti regolamentari ed ereditari. Questi servizi permettono, soprattutto in questo momento di grandi incertezze, di rafforzare le relazioni con i clienti in modo estremamente competitivo. Il 34% dei consulenti nel corso dell’ultimo anno ha ricevuto richieste di consulenza in termini di tassazione dell’arte e pianificazione finanziaria degli acquisti di opere. Mentre il 54% ha dialogato sul tema dell’arte in termini di strategia di diversificazione di un portafoglio, di quanto dedicare a questi acquisti.

Arte e Post-Covid-19, lo scenario di Deloitte

Il 77% dei gestori patrimoniali ha inserito la visita a fiere d’arte, musei e mostre come evento privato per i clienti per il 2020. L’ansia per il tema salute di molti risparmiatori fa preferire le occasioni di intrattenimento dedicate a piccoli gruppi ‘sicuri’. Il 71% dei private bankers offre anche momenti di formazione sull’arte ai propri clienti.

Le paure mai sopite

Naturalmente non è tutto rose e fiori. Investitori e gestori sono preccupati per la poca trasparenza del mercato dell’arte (58%), per la regolamentazione ancora frammentaria (58%), per la carenza di expertise (42%). E questa è una nota davvero dolente. Ci sono ancora troppi mercanti in giro che non spiegano chiaramente ai potenziali clienti la differenza tra un’opera di scuola, ambito o cerchia di un certo autore. Che cos’è un’opera attribuita a un autore (da uno storico dell’arte, e sono spesso sconosciuti). E  che se un’opera è certamente di un autore, bisogna dimostrarlo con tanto di repertori, pubblicazioni e passaggi di proprietà dentro e fuori dalle famiglie.

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