Arriveremo a produrre il nostro vaccino anti Covid?

La inaffidabilità degli approvvigionamenti da parte delle multinazionali farmaceutiche, ha indotto l’Italia ad iniziare a pensare per sé e diventare finalmente autonoma nella produzione del vaccino. A tal uopo, è stato organizzato il primo vertice per reclutare aziende italiane che possano tener forte al progetto. Quindi, si ci chiedere se, effettivamente, arriveremo a produrre il nostro vaccino anti Covid. Per far ciò, occorrerebbe ottenere i brevetti e la prima questione è se, effettivamente, coloro che li detengono siano obbligati a condividerli.

Naturalmente, l’interesse internazionale e il diritto alla salute dovrebbero essere reputati beni primari e quindi il problema non si dovrebbe porre neppure, sorgendo, sul piano legale, l’obbligo alla condivisione internazionale di siffatte formule. Comunque, in Italia si sta lavorando al progetto dell’internalizzazione della produzione del farmaco anti Covid. Così finalmente non dovremo più dipendere dai ritardi degli altri. Si pensi che è stato alitato un ulteriore ritardo da parte anche di AstraZeneca, per cui la cosa è ormai intollerabile. La notizia è stata smentita dall’azienda stessa. Tuttavia, la determinazione a diventare produttori diventa sempre più seria.

La direzione del Governo per la produzione autoctona

Ebbene, alla domanda: “arriveremo a produrre il nostro vaccino anti Covid?”, non è agevole rispondere, perché le variabili sono tante. Certo è che Farmindustria sta procedendo a una ricognizione delle aziende italiane che potrebbero avere i requisiti richiesti all’uopo. Il Ministero dello Sviluppo economico insieme al presidente di Farmindustria e al Commissario per l’Emergenza Sanitaria, stanno stilando il dossier sulla produzione autoctona. Al momento, tuttavia, non ci sono nomi ufficiali delle aziende che se ne occuperanno.

Sembra, però, che sarebbero 6 o 7 le aziende individuate dagli esperti, collocate tra la Lombardia e la Puglia. Inoltre, della questione dei vaccini si è fatto subito portavoce il nuovo Premier che ha discusso la questione dei ritardi con la Commissione Europea. Il progetto di quest’ultima è molto ambizioso ed è quello di riuscire a vaccinare il 70% della popolazione adulta entro questa estate. Tuttavia, se continueranno a maturare i ritardi nelle somministrazioni, l’obiettivo sarà, a dir poco impossibile, da realizzare.

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