Arrivederci 2016

 a cura di Giovanna Maria Cristina Sambataro

 Il 2016, l’anno delle sorprese dove nulla è scontato, chiude l’anno con il raggiungimento di nuovi massimi per gli indici americani e non solo.

Le forti oscillazioni che hanno vissuto i mercati finanziari hanno portato sia gli indici, sia le commodities che le valute a formare nuovi massimi e record storici.

Gli eventi macroeconomici, peraltro, che erano visti come stragi per i mercati finanziari, in verità hanno dimostrato l’esatto opposto. Ci sono state tante previsioni errate, per non commentare i sondaggi artefatti.

Tirando le somme ecco cos’è successo:

 

  • Gli indici americani hanno toccato nuovi record e adesso si attende che il Dow Jones sfondi i 20.000 punti. Nell’ultima sessione si è allontanato da tale resistenza, ma in verità sono state le prese di profitto degli operatori a far perdere punti.

 

  • L’oro, dopo aver toccato nuovi massimi, l’ultimo durante lo sfoglio delle elezioni americane, è ritornato a essere scambiato sui minimi annuali, ma in qualità di bene rifugio e dei futuri eventi macroeconomici i rialzi sono dietro l’angolo. Stesso discorso per il rame, l’argento e le restanti materie prime.

 

  • Il petrolio, dopo aver aperto il 2016 con nuovi minimi, chiude l’anno con nuovi massimi. L’accordo dei membri Opec e non-Opec ha permesso una ripresa del prezzo dell’oro nero. L’unico fattore che desta preoccupazioni è l’apprezzamento del biglietto verde, che potrebbe da una parte aumentare l’offerta, ma dall’altra diminuire la domanda poiché i costi sono aumentati.

 

  • Il dollaro chiude l’anno ai massimi storici da più di 14 anni. Se i problemi economici e politici europei dovessero aumentare ancora, nulla vieta la parità tra le due principali monete. La politica aggressiva della Fed, che ha già preannunciato tre rialzi nel corso del 2017, fa trapelare ulteriori apprezzamenti del biglietto verde. L’implementazione della politica economica del nuovo presedente sarà un altro motivo portante.

 

  • Il Rublo può considerare l’anno 2016 abbastanza positivo. Nonostante il super dollaro, la moneta russa è riuscita a reggere grazie anche alla risalita del petrolio e all’affinità che si è creata tra Putin e Trump.

 

  • La zona euro invece rimane frenata, soprattutto a causa del problema bancario che sembra non aver via d’uscita. Il presidente Draghi ha prorogato la scadenza del QE a dicembre 2017, ma sarà sufficiente un anno per ripristinare un equilibrio finanziario bancario?

 

Il FTSE MIB, intanto, non riesce a tenere il passo di crescita degli altri indici europei e il fallimento della ricapitalizzazione indetta dal MPS ha frenato ulteriormente gli acquisti di fine anno. La Consob, nel frattempo, ha sospeso gli scambi sul titolo e non ha ancora comunicato quando verranno riaperti. Gli altri titoli bancari, quali Unicredit, hanno chiuso l’ultima sessione annuale in rosso.

Riusciranno le nostre banche a superare la loro sofferenza finanziaria nel 2017?

I soldi stanziati dal Governo italiano verranno ben utilizzati?

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