Argentina in default, è il primo Stato vittima della recessione mondiale da coronavirus

Esiste sul mercato una obbligazione governativa che in origine era di 100 anni e che ha una durata residua di 97 anni. Il bond in questione se acquistato oggi offrirebbe un rendimento del 27% annuo per il resto della sua durata residua. Come fa a rendere così tanto? L’obbligazione che scade nel 2117 (Isin: US040114HN39) ha una cedola del 7,12% e un prezzo di 29 centesimi. E’ emesso dalla Argentina, in default, il primo Stato vittima della recessione mondiale da coronavirus.

Argentina in default: è il primo Stato vittima della recessione mondiale da coronavirus

Cosa significa default? Che uno Stato non riesce a ripagare i debiti contratti, che in genere sono sotto forma di titoli di Stato emessi. E’ quello che sta accadendo all’Argentina, che entro il 31 marzo avrebbe dovuto chiudere un accordo con i creditori per una ristrutturazione del debito. Una cifra da 83 miliardi di dollari di titoli obbligazionari governativi tutti in mano a investitori internazionali, tra cui anche il Fondo Monetario Internazionale. L’FMI ha 44 miliardi di titoli, oramai quasi tossici, di Buenos Aires.

L’economia del Paese Sudamericano è in piena recessione con una inflazione che viaggia al ritmo del 50% all’anno. La crisi del coronavirus non potrà che aggravare questa pesante condizione. Da qui la scelta del Governo di sospendere i pagamenti delle obbligazioni fino al 2023. L’obiettivo è quello di ottenere un taglio sul debito e di allungare i tempi di rimborso riscadenzando i termini.

Campanello d’allarme?

Già prima dell’emergenza da coronavirus l’economia del Paese argentino non era messa molto bene. Senza dubbio la recessione in atto non farà che aggravare le condizioni del Paese. Il timore è che l’Argentina sia un campanello d’allarme per altre economie nazionali che potrebbero dichiarare fallimento e non rimborsare i titoli di debito emessi. Perché l’aumento del rischio di quel Paese fa fuggire gli investitori, impedendo il rifinanziamento del debito con l’emissione di altri titoli di Stato.

E’ uno scenario di rischio che ci suona familiare?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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