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Apple sotto attacco? La discesa potrebbe continuare

Il recupero odierno, seppure limitato, delle Borse assume una valenza ancora più rilevante alla luce del crollo di quasi il 6% registrato da Apple (AAPL).

Il titolo si è così riportato ai minimi degli ultimi due mesi.

Cosa è accaduto al titolo di Cupertino?

Al di là delle ormai ovunque striscianti per la guerra dei dazi, Apple ha subito il contraccolpo di una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti.

Causa persa contro i consumatori: rischio class action e multa pesante

Apple ha infatti perso una delicatissima causa contro i consumatori che l’accusavano di sfruttare la propria posizione dominante per ricaricare in modo eccessivo i prezzi sull’App Store.

Di fatto una sconfitta tribunalizia che apre le porte ad una costosissima class action.

La Corte Suprema americana degli Stati Uniti ha nel concreto dato il via libera  a una causa basata sull’antitrust di procedere contro Apple.

L’azienda della mela mangiucchiata rischia così una multa di centinaia di milioni di dollari.

Il massimo organo giudiziario statunitense ha privilegiato la linea dei legali dei consumatori.

I giudici hanno assunto la convinzione che il produttore dell’iPhone stia di fatto monopolizzando il mercato delle applicazioni.

E questo consente ricarichi sui prezzi delle applicazioni stesse ritenuti eccessivi.

La cosa strana è che la maggioranza all’interno del collegio giudicante è stata minima: cinque voti a favore e quattro contro.

Questa decisione conferma quanto  era stato precedentemente deliberato  da un tribunale di grado inferiore.

Organo giudicante  che a sua volta aveva già dato il suo via libera a una class action contro Apple e contro la quale i legali di Cupertino si erano appellati nel tentativo di avere partita vinta.

E invece hanno riportato un sonoro KO.

Sconfitta che ha creato tensione oltre che per la potenziale multa salata anche per la possibilità che questo meccanismo si estenda all’intera clientela globale di Apple.

Tra l’altro non dimentichiamo che Apple e Samsung sono già state sanzionate in Italia per obsolescenza programmata degli smartphone.

Ma rispetto alle cifre ipotizzate ora quei pochi milioni furono bruscolini.

Cattive notizie per Apple anche dal mercato dei telefonini

In attesa che dall’autunno l’ingresso nel settore TV- on line in concorrenza con Netflix produca i primi propri effetti concreti Apple deve basarsi sui numeri dei propri comparti tipici.

E dal  mercato arrivano brutte notizie.

La  battaglia sui dazi che certamente colpisce  Apple, su due fronti: da una lato l’azienda vede i suoi prodotti diventare molto più costosi in Cina.

Dall’altro l’assemblaggio made in Cina, della gran parte dei propri dispositivi rischia di scontrarsi con dazi di ritorno alquanto beffardi.

Oltre a ciò, non vi è reciprocità vista la quota esigua di vendite di Huawei negli States.

Come avevamo previsto già l’anno scorso il mercato degli smartphone in Nord America, ha perso molti colpi nel primo trimestre.

Da gennaio a marzo le vendite sono scese del 18% su base annua posizionandosi a quota 36,4 milioni di unità.

Il bottom da 5 anni a questa parte.

Nonostante questo Apple si conferma il top del mercato, di cui comunque detiene il 40%.

Ugualmente le consegne di iPhone sono calate di ben del 19%, a 14,6 milioni di unità rispetto ai 17,9 milioni del primo trimestre 2018.

Un po’ di soddisfazione viene dal risultato positivo dell’iPhone XR, con oltre 4,5 milioni di pezzi venduti da gennaio a marzo 2019.

Troppo poco per tenere su il titolo.

Non c’è nulla da fare l’abitudine di cambiare telefonino (perché questo è) ogni tre per due sta progressivamente scemando.

Analisi grafica e previsioni sul titolo Apple (AAPL)

Il titolo ha chiuso la seduta del 14 maggio a 188,66$.

Il trend di medio lungo termine è rialzista anche se sono al momento probabili ulteriori ribassi verso l’area 154$. Nuovi rialzi di medio termine con chiusure settimanali superiori ai 208,10$.

Approfondimento

Analisi precedenti sul titolo Apple

Apple sotto attacco? La discesa potrebbe continuare ultima modifica: 2019-05-15T07:02:43+02:00 da Gianluca Braguzzi

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