Antitrust multa Eni per pubblicità ingannevole

Per fortuna che c’è l’Antitrust. Le aziende spesso con offerte in apparenza convenienti celano dei veri e propri inganni per i consumatori. Ormai fare i furbi non conviene neanche alle aziende perché facilmente vengono colti con le mani nella marmellata. A tenere l’occhio vigile è l’Antitrust. Mettere le mani nelle tasche dell’impresa o del cittadino nel 2020 è la sola strada utile per evitare di generare ulteriormente situazioni ingannevoli.

Nelle ultime settimane l’autorità di controllo ha elevato sanzioni milionarie.

Una bella multa milionaria è stata elevata a Telecom per conto del marchio Tim, ma prima erano state destinatarie dello stesso provvedimento Vodafone e Wind Tre.

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Tim e il perchè delle sanzioni

Da giugno 2018 a febbraio 2019 l’azienda delle telecomunicazioni ha violato due volte il Codice del Consumo. In primis non ha fornito in modo dettagliato informazioni sulle tariffe dei servizi resi ai consumatori. Gli utenti si vedevano addebitati voci di spesa e servizi a pagamento inclusi nel pacchetto. L’altra violazione riguardava l’attivazione di servizi a pagamento senza il consenso. Condotte illecite  sanzionate a suon di milioni di euro.

L’altro caso Eni

Un altro caso “fresco” di pubblicità ingannevole e giustamente sanzionata è per l’Eni (MIL:ENI). L’Antitrust ha elevato una sanzione di 5 milioni per la campagna promozionale del carburante Eni Diesel+.

L’azienda nel messaggio riteneva che l’utilizzo di questo carburante fosse positivo per l’impatto ambientale oltre che avesse caratteristiche in termini di risparmio dei consumi e di riduzioni delle emissioni gassose.

Messaggi ingannevoli

EniDiesel+ e la sua componente biodiesel Hydrotreated Vegetable Oil chiamata da Eni “Green Diesel” non è rispettosa dell’ambiente in quanto il prodotto è un gasolio per autotrazione e non può essere considerato “green”. Inoltre rispetto alle emissioni gassose i parametri erano ben altri rispetto a quelli divulgati.

Marcia indietro di Eni

L’Eni ha subito stoppato la campagna, recitando un mea culpa ha preso un impegno: i carburanti per autotrazione non saranno più abbinati alla parola “green”.

Approfondimento

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