Ansia, irritabilità, disturbi del sonno, stanchezza e mancanza di concentrazione possono essere i sintomi di questa patologia, ma attenzione anche a una dieta sbagliata

Può capitare di sentirsi tristi senza un valido motivo oppure di essere irritabili e deconcentrati e di fare grande fatica ad addormentarsi. Tutti questi sintomi, uniti ad apatia e a mancanza di interesse per la vita, possono essere la spia di una lieve depressione. Naturalmente la diagnosi va fatta da un medico e a lui spetta la decisione di una terapia farmacologica o psicologica. Ma quando si tratta di un periodo di tristezza transitorio, lo stile di vita e l’alimentazione possono svolgere un ruolo importante.

Il ruolo del triptofano

La scienza medica ha accertato la presenza di una relazione tra cibi e umore. In particolare alcuni alimenti sarebbero più di altri capaci di influire non solo sul nostro benessere fisico ma anche su quello mentale e di ridurre i livelli di ansia. Ci sono evidenze scientifiche secondo cui la dieta mediterranea sarebbe la più adatta a svolgere questa funzione per la presenza equilibrata di aminoacidi e vitamine utili per il sistema nervoso.

Non si conosce ancora bene il meccanismo che determina questo processo, ma è noto che alcuni alimenti per il loro contenuto in nutrienti stimolano la produzione di serotonina, l’ormone del benessere. Sono alimenti contenenti triptofano, un aminoacido essenziale per la sintesi della serotonina. Il triptofano non può essere sintetizzato dal nostro corpo e va assunto attraverso il cibo. Ne sono ricchi i legumi, il pesce, le uova, le carni e i latticini. È contenuto anche nel cioccolato fondente, nelle arachidi e nei semi di sesamo.

Ansia, irritabilità, disturbi del sonno, stanchezza e mancanza di concentrazione  possono essere i sintomi di questa patologia, ma attenzione anche a una dieta sbagliata

Il triptofano è presente soprattutto in alimenti proteici, ma la scienza medica ha dimostrato che un alimento ricco di triptofano da solo non stimolerebbe la produzione di serotonina. Sarebbero necessari altri nutrienti importanti come i carboidrati. Infatti l’associazione tra alimenti contenenti triptofano e quelli contenenti carboidrati agevolerebbe il trasporto al cervello dell’aminoacido. Questa interessante teoria sarebbe confermata da uno studio riportato dalla Fondazione Veronesi secondo cui consumare riso a cena contrasterebbe l’insonnia.

Il riso, tra i carboidrati, risulta essere l’alimento con il più alto indice glicemico e proprio questa caratteristica potenzierebbe l’effetto del triptofano regalandoci un sonno ristoratore. È il risultato di uno studio condotto in Giappone dalla Kanazawa Medical University che ha coinvolto 1.800 persone. Si voleva capire quale relazione ci fosse tra il consumo di carboidrati a cena e la qualità del sonno. L’indagine ha accertato che coloro che mangiavano riso a cena non facevano fatica ad addormentarsi e avevano una buona qualità del sonno. Questo studio dimostrerebbe che ansia, irritabilità, disturbi del sonno, stanchezza e deconcentrazione possono essere combattuti anche con l’alimentazione.

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