Andare prima in pensione grazie al riscatto malattia o infortunio

Il desiderio di molti italiani è quello di anticipare il pensionamento per poter godere di una vita più tranquilla. Come è possibile andare prima in pensione grazie al riscatto per malattia? Chi può beneficiare di tale agevolazione? In alcuni casi è possibile riscattare la malattia ed anticipare il pensionamento a costo zero. Si tratta di ottenere dei contributi figurativi per infortunio o malattia. Questi contributi sono utili a tutti coloro che si apprestano al pensionamento e versano in uno stato di malattia.

Come funzionano i contributi figurativi?

I contributi figurativi, come si evince dal sito Inps, sono contributi accreditati senza oneri per il lavoratore, durante i periodi in cui:

  • non ha prestato attività lavorativa né dipendente né autonoma;
  • ha percepito un’indennità a carico dell’Inps;
  • ha percepito retribuzioni in misura ridotta.

In alcuni di questi casi, l’Inps avvia l’erogazione di contributi figurativi a copertura o integrazione del periodo di fermo. Nel caso in cui si intendesse riscattare il periodo di malattia o infortunio per anticipare il pensionamento, è possibile far rientrare questo periodo nel computo dell’ammontare contributivo. In questi casi, sarà possibile ottenere l’anticipo Inps, oppure tramite opzione donna o, ancora per poco, grazie a Quota cento.

La richiesta di contributi figurativi può essere molto utile a tutti coloro che sono sena lavoro o non percepiscono l’indennità Naspi. In questi casi, la richiesta di una pensione anticipata potrebbe essere risolutiva per chi non percepisce alcuna fonte di reddito. Ci sono delle limitazioni alla richiesta che è bene conoscere per andare prima in pensione grazie al riscatto malattia o infortunio.

Come andare prima in pensione grazie al riscatto malattia o infortunio?

È possibile anticipare il pensionamento avviando la richiesta di contributi figurativi per il periodo di fermo. Le malattie riconosciute sono:

  • malattia indennizzata;
  • malattia professionale;
  • infortunio sul lavoro;
  • situazione di malattia accertata tempestivamente;
  • malattia non indennizzata perché verificatasi fuori dal periodo lavorativo;
  • malattia causata da lavori domestici.

Questo è un periodo assai favorevole per avvalersi dei contributi figurativi grazie a Quota 100. I neopensionati, infatti, dovranno riportare 38 anni di contributi e 62 di età. Tutti coloro che non raggiungono il tetto contributivo, potranno inoltrare richiesta all’Inps per ottenere gratuitamente il riconoscimento dei contributi figurativi.

I contributi figurativi vengono riconosciuti per un massimo di 22 mesi. Generalmente, essi si aggiungono ai contribuiti obbligatori per raggiungere i seguenti scaglioni:

  • 38 anni di contribuzione per Quota 100;
  • 35 anni di contribuzione per Opzione donna;
  • 20 anni di contribuzione per pensione di vecchiaia;
  • 42 anni e 10 mesi, o 41 anni e 10 mesi per le donne per la pensione anticipata.

Ci sono situazioni in cui i contributi figurativi non sono pienamente riconosciuti per andare prima in pensione grazie al riscatto malattia. Per tale ragione, è sempre meglio analizzare la propria situazione contributiva per capire se sia possibile inoltrare la richiesta o meno.

Leggi anche: Conviene davvero una pensione integrativa?

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