Andare in pensione a 51 anni è possibile in questi casi secondo l’INPS

Quando si parla di pensione di vecchiaia, è possibile che questo traguardo si raggiunga attraverso differenti modalità. I requisiti previdenziali e quelli anagrafici variano in relazione al tipo di attività che si svolge o ad altri fattori che incidono sulla vita lavorativa. Andare in pensione a 51 anni è possibile in questi casi secondo l’INPS. Gli Esperti di ProiezionidiBorsa vi mostrano nel dettaglio di cosa si tratta.

Come funziona la pensione di vecchiaia e quando è possibile anticipare i termini

Quando parliamo di pensione di vecchiaia ordinaria, ci riferiamo al trattamento che i contribuenti regolarmente iscritti all’INPS ricevono a conclusione della carriera lavorativa. Solitamente, questa formula interessa gli iscritti all’AGO, alle gestioni dei lavoratori autonomi, a quelle sostitutive o alla gestione separata per fare degli esempi. Attualmente, gli ex lavoratori che beneficiano della pensione di vecchiaia devono aver compiuto almeno 67 anni ed aver versato almeno 20 anni di contributi. In alcuni casi, però, è possibile anticipare il termine. Questo, ad esempio, è possibile quando ci si trova dinnanzi a casi di invalidità a cui spetta la pensione di vecchiaia anticipata.

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Il caso che vi vogliamo mostrare in questo articolo, riguarda proprio i lavoratori che hanno perso la vista prima del rapporto lavorativo. Questi possono accedere alla pensione di vecchiaia secondo alcuni criteri. Per loro andare in pensione a 51 anni è possibile in questi casi secondo l’INPS. Ma vediamo meglio quali sono le condizioni affinché si possa uscire anticipatamente dal mondo del lavoro.

Andare in pensione a 51 anni è possibile in questi casi secondo l’INPS

Nel caso che vi vogliamo portare alla luce, ci interessiamo dei lavoratori che risultano non vedenti. Con tale termine intendiamo coloro che sono affetti da cecità assoluta oppure hanno un residuo visivo inferiore ad 1/10. per quanto riguarda il biennio 2019-2020 e i biennio 2021-2022, le condizioni per il pensionamento anticipato di tali contribuenti sono:

  1. avere almeno 51 anni di età ed un montante di almeno 10 anni di contributi per le donne. Per loro, si apre una finestra di 12 mesi dal momento della richiesta;
  2. avere almeno 56 anni di età ed un montante di almeno 10 anni di contributi nel caso si tratti di uomini. Anche per loro si prevede una finestra di 12 mesi dalla richiesta.

Nel caso si tratti di lavoratori autonomi, o da contribuzione mista, l’età minima sale di 5 anni. Allo stesso modo, aumenta anche la finestra di attesa di altri 3 mesi rispetto all’indicazione precedente.

Sulla scorta di quanto abbiamo indicato, quindi, le donne già dal 51° anno di età possono richiedere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità. I requisiti che vi abbiamo descritto si ritengono validi anche quando la cecità sopraggiunge successivamente al primo versamento di contributi INPS.

Ricordiamo che, in questi casi, è importante richiedere il riconoscimento dell’invalidità. Inoltre, è possibile ottenere l’assegno di accompagnamento mensile per la persona ipovedente o cieca di 520,29 euro se i requisiti lo permettono.

 

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