Ancora in pericolo il cashback di Stato. C’è chi lo vuole cancellare

Già agli albori del Governo Draghi si era iniziato a parlare della possibile eliminazione del cashback, la misura introdotta da Conte per contrastare l’evasione fiscale.

Essa, nell’ultimo anno, ha incentivato moltissimo l’utilizzo degli strumenti tracciabili. In tal modo riscuotendo un grande successo. Infatti, si tratta di un evento che ha coinvolto ben sette milioni di utenti, che hanno inserito per la causa oltre 9,6 milioni di strumenti di pagamento, abbinati all’app IO.

Ora, però, per la seconda volta, si è messa in dubbio l’efficacia e l’utilità della misura. Quindi, è ancora in pericolo il cashback di Stato perchè c’è chi lo vuole cancellare.

Questa volta, però, le critiche, invece che direttamente dal Governo, sono provenute soprattutto dal centrodestra. In particolare, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia reputano che i soldi destinati al cashback possano essere spesi diversamente.

Nonostante, quindi, il successo del cashback, i suoi proseliti e le aspettative in esso riposte, corre nuovamente la voce di una sua eliminazione. Lo stesso Sottosegretario all’Economia aveva ipotizzato di far confluire i soldi del cashback in differenti misure del Decreto Sostegni. Tuttavia, egli ne ha riconosciuto l’utilità ai fini della tracciabilità dei pagamenti e della trasparenza delle transazioni. E ciò dato il numero enorme dei partecipanti.

Svanirà il cashback di Stato?

Abbiamo anticipato che la misura promettente, introdotta da Conte, e di contrasto all’evasione, è nuovamente in crisi. Cioè, è ancora in pericolo il cashback di Stato. Infatti c’è chi lo vuole cancellare.

Le maggiori critiche provengono dal centrodestra che lo ha reputato un inutile ed enorme dispendio di denaro. Tuttavia, qualche mese fa, lo stesso Governo aveva minacciato la sospensione del super cashback, ossia del premio da 1.500 euro cui hanno diritto i primi 100.000 classificati per numero di transazioni.

Si era, ingenerata, infatti, una corsa al superpremio che aveva recato con sé una serie di artifizi finalizzati a totalizzare maggiori transazioni. Quindi, si era già pensato di apportare delle modifiche al programma, attraverso l’annullamento delle microtransazioni e delle transazioni fatte nello stesso luogo e a poca distanza di tempo, cioè nell’arco delle 24 ore.

Vediamo, dunque, quale sarà la decisione finale in merito. Probabilmente, la misura non verrà azzerata prima di gennaio-giugno 2021, data della sua scadenza naturale.

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