Analogie e differenze tra indici: Nikkei 500 e Ftse Mib

Si riscontrano, talora, significative analogie tra alcuni indici, ma anche altrettanto rilevanti differenze.

Analizzarle potrebbe quindi consentire ulteriori spunti di riflessione, sia in termini di tecniche di analisi, che da altri punti di vista.

In questo articolo ci concentriamo sul Nikkei 500 e sul nostrano Ftse Mib, cercando di confrontare la valenza di una tecnica di analisi, per poi evidenziare una analogia storica ed una rilevante differenza.

Analogie e differenze tra indici: Nikkei 500 e Ftse Mib

Partiamo dai due seguenti grafici.

FTSE MIB

Grafico Ftse Mib

NIKKEI 500

Nikkei 500

Valenza della tecnica del quadrato di massimo

Su entrambi gli indici è stata applicata la tecnica del quadrato di massimo di Gann, che consente di applicare determinati coefficienti geometrici.

Per applicare questa tecnica di analisi, si parte da un massimo rilevante, contrassegnato dal pallino giallo, ed il valore di questo massimo si divide o per alcuni numeri rilevanti nella teoria di Gann, ad esempio 360, oppure per alcuni parametri desunti dagli indici stessi.

In questo caso abbiamo scelto questa seconda opzione, e quindi il massimo diviso per il numero corrispondente ai mesi che lo separava dai precedenti minimi di medio termine, pari a 50.

Si ottengono in tal modo due parametri. Il tasso di crescita, in questo caso relativo al time frame mensile, e la distanza temporale, parametri che si possono ad esempio applicare alla tecnica degli angoli zero.

Con questa tecnica, si proietta una retta orizzontale dal massimo prescelto. E quindi da questo punto, a partire dall’asse dello zero, si tracciano degli angoli, rappresentati in rosso e giallo sugli indici.

I punti di incontro tra questi vettori angolari e la retta bianca indicano altrettanti setup temporali.

Come possiamo notare, questa tecnica ha individuato alcuni significativi setup temporali, su entrambi gli indici, dimostrando una buona efficacia su entrambi.

Il trend laterale

Per diversi anni Ftse Mib e Nikkei sono stati caratterizzati da un trend laterale, fenomeno sulle cui cause si sono profusi fiumi d’inchiostro.

E questa rappresenta sicuramente un’altra significativa analogia tra i due  indici.

Ma poi questa analogia è terminata, perché mentre il nostro indice ha continuato in un trend lateralizzante, quello giapponese ha ripreso il trend rialzista di lungo termine.

In particolare, rompendo nel 2015 il precedente massimo del 2006, e nel 2017 il massimo del 2000.

Sorte sicuramente diversa da quella del Ftse Mib. Dopo aver formato il proprio massimo storico nel 2000, ha poi conosciuto, in particolare dal 2009, un trend laterale. Sono seguiti alcuni tentativi di rompere al rialzo il limite superiore della fascia di oscillazione, che ne era derivata, ed anche attualmente riscontriamo un tale tentativo.

Che sia la volta buona?

In questo articolo, a proposito di analogie e differenze tra indici: Nikkei 500 e Ftse Mib, abbiamo quindi analizzato alcuni elementi che accomunano i due indici, ed una rilevante differenza di trend a partire dal 2015.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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