Analisi del trend di lunghissimo termine dei mercati azionari con Magic Box e il dna ciclico

Nella quasi totalità degli articoli in cui esaminiamo un trend di mercato, ci limitiamo al più, a considerare singoli mercati toro o orso della durata di alcuni anni.

Oggi, invece, intendo offrire ai lettori di Proiezionidiborsa un’analisi di lunghissimo termine, che parte dalle dinamiche dei mercati azionari originatesi negli anni ottanta.

In quest’analisi collegherò i diversi movimenti, suddivisibili in singoli mercati toro o orso, in una visione complessiva che conduce alla future dinamiche di mercato.

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Secondo me con i metodi di Gian Piero Turletti si può avere sia una visione anticipata di quello che poi capiterà sui mercati, sia segnali trend following, di conferma, desunti dai metodi stessi.
Cimatti Mario Marco
Ps… ci credo veramente… e i grafici lo dimostrano OGNI volta….

In realtà, non sono molte le tecniche che consentono di collegare tra di loro i diversi movimenti costituiti da singoli mercati di lungo termine.

Una delle principali, come abbiamo indicato altre volte, è la teoria delle onde di Elliott, ed in tal senso appare abbastanza chiaramente come, a partire dagli anni ottanta, i principali mercati azionari, in particolare quelli USA e il Dax, si siano mossi secondo un classico movimento a 5 onde, di cui 3 impulsive e 2 di correzione.

Ma oggi è soprattutto usando due tecniche, che analizzeremo questo movimento, magic box e dna ciclico.

Il metodo magic box consente di definire obiettivi di prezzo e tempo.

Quando si raggiunge un cosiddetto setup, questo però non significa (va detto a scanso di equivoci), che i prezzi necessariamente siano giunti al loro capolinea e che si inverta la tendenza, ma piuttosto che siamo in presenza di un bivio.

Pertanto un setup individua un livello che verrà raggiunto, e se poi i corsi continuano nella stessa direzione, si va verso il setup successivo.

In tal senso, occorre sottolineare che quasi nel 100 per cento dei casi, i diversi setup previsti da magic box sono raggiunti.

Si tratta solo, una volta raggiunto un setup, di verificare se poi seguano particolari segnali di inversione, oppure se si prosegue verso il setup successivo.

Un segnale di continuazione, di lungo termine, è rappresentato, ad esempio, dal superamento del massimo della precedente barra mensile, in chiusura mensile.

Nel caso di analisi di lungo termine, possiamo considerare invece primo segnale di potenziale inversione, una chiusura mensile inferiore al minimo della precedente barra.

Ebbene, precisato tale fondamentale aspetto, per non ingenerare equivoci, vediamo cosa dice magic box di lunghissimo.

Considerando l’intero movimento di S&P 500 e Dow Jones dagli anni ottanta, notiamo che il massimo formatosi nel 2007/2008, era un massimo assoluto, mai toccato prima dalle precedenti quotazioni.

Per questo motivo, si applica una particolare regola, in questi casi, nella costruzione del pattern di magic box, che consentiva, sin dal 2013, di proiettare gli attuali livelli e l’attuale periodo come possibile setup di inversione non solo in ottica di lungo, ma di lunghissimo termine.

Con l’avvertenza considerata sopra, possiamo quindi considerare la fase attuale come possibile candidata alla formazione di un top, da cui dovrebbe derivare un ribasso molto consistente.

Pur costruiti con regole diverse, per la diversa configurazione assunta dai seguenti indici, Dax e Nasdaq, analizzati con magic box, proiettavano analogo setup di prezzo e tempo sugli attuali livelli quanto meno in ottica di lungo termine.

Passiamo ora al dna ciclico.

Tale metodo si basa sul proiettare passati movimenti dei prezzi sul futuro di un indice.

Esistono vari metodi per realizzare questo, e tra questi possiamo considerare quello di proiettare segmenti di prezzo considerando certe correlazioni grafiche.

In altri termini, evitando di usare un calcolo di correlazione statistica, che non sempre è agevole su campioni troppo estesi di prezzi, possiamo individuare precedenti grafici dei prezzi, in cui visivamente è evidente che massimi e minimi rilevanti combaciano con altri prezzi, relativi ad un diverso periodo.

Usando un metodo di questo tipo, risulta evidente che sui diversi indici esaminati, Dax, S &P 500, Dow Jones, Nasdaq, il dna ciclico individua nei massimi attuali top di lungo termine.

Queste analisi si aggiungono quindi ad altre che paiono fornire tale indicazione.

Ma, a questo punto, quali potrebbero essere i principali segnali di inversione di lungo termine?

Ovviamente, non possiamo considerare segnali in ottica di lunghissimo termine, perché i relativi riferimenti supportivi sono troppo distanti dalle attuali quotazioni.

Consideriamo, quindi, segnali più ravvicinati, in particolare violazione minimo precedente barra mensile, nonché supporto dinamico costituito dalla trend line congiungente gli ultimi mimini mensili.

Ecco la situazione sui diversi indici:

Dax: già rotti al ribasso, consecutivamente, due minimi di barre mensili.

Ora i corsi si stanno appoggiano alla trend line che unisce i minimi di luglio e novembre 2016.

Segnale ribassista al di sotto.

Nasdaq composite: segnali ribassisti sotto minimo precedente barra mensile e poi sotto trend line congiungente i minimi di febbraio e giugno 2016.

S& P 500: segnali ribassisti sotto minimo precedente barra mensile e poi sotto trend line congiungente i minimi di febbraio e novembre 2016.

Dow Jones: segnali ribassisti sotto minimo precedente barra mensile e poi sotto trend line congiungente i minimi di febbraio e novembre 2016.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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