America’s Cup, cos’è il trofeo di vela più famoso al mondo

Randa, poppa, bolina, strambare, orzare, virare, sopravento e sottovento, sono solo alcuni dei termini che in questi giorni riecheggiano dalla lontanissima Auckland in Nuova Zelanda. L’antica terra dei Maori sta ospitando infatti la gara tra imbarcazioni più importante e conosciuta. Per la cronaca, nel momento in cui scriviamo la competizione vede Te Rehutai team New Zealand e Luna Rossa Prada Pirelli team sul punteggio di parità. Hanno infatti una gara vinta a testa. Ma scopriamo di più sull’America’s Cup, cos’è il trofeo di vela più famoso al mondo.

Un po’ di storia

L’America’s cup è il più antico trofeo per cui si compete ancora in vigore, le cui origini risalgono al 22 agosto 1851. In questo giorno ebbe luogo un’apparente impari sfida di velocità tra 14 imbarcazioni britanniche contro una sola americana che sorprendentemente vinse la competizione. Riuscì infatti a distaccarsi a tal punto dalle avversarie, che al momento di riportare l’esito della gara alla regina Vittoria, fu preferito riferirle “there is no second!”. Ancora oggi è proprio questo il motto della competizione. L’imbarcazione statunitense conquistò quindi l’ambitissima “Coppa delle cento ghinee” (tale fu il costo per cesellarla). Da allora, gli orgogliosi britannici per ben 132 anni hanno insistito senza successo a sfidarne il detentore. L’obiettivo era riconquistare quella che poi è stata ribattezzata come “Coppa America”, in onore della prima barca vincitrice. Fu una compagine australiana a spezzare l’egemonia americana nel 1983.

Da allora sono cambiati tanti regolamenti e tante tipologie di barche. Queste ultime inizialmente pesavano circa duecento tonnellate. Oggi invece sono in fibra di carbonio e sembrano quasi volare sull’acqua grazie ai foil, prolungamenti laterali simili ad ali, che sfidano le leggi dell’idrodinamica.

L’America’s Cup, cos’è il trofeo di vela più famoso al mondo

È orgoglio, storia e prestigio che per un popolo di marinai, maestri d’ascia e velisti come gli italiani non può essere ignorato. Ci abbiamo provato con Azzurra, Il Moro di Venezia e Mascalzone Latino ma solo con Luna Rossa per la seconda volta si è arrivati a competere effettivamente per il titolo. Anche in questo caso ci toccherà sfidare New Zealand per portare l’ambito trofeo nella nostra penisola. La prima volta ci è andata male, in questa seconda occasione sembriamo molto più competitivi ed agguerriti. E allora incrociamo le dita e avanti tutta!

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