Altro che Vulcano, sono queste le 50 lire che potrebbero farci guadagnare veramente una valanga di soldi

Il collezionismo di monete è una passione che sta coinvolgendo sempre più persone e che per alcuni sta diventando una vera e propria fonte di guadagno.
Per sperare di ricavarci qualcosa, però, quest’attività comporta un enorme dispendio di tempo, energie e, soprattutto, di risorse economiche.

Infatti, non è così semplice trovare monete di valore perché esse sono estremamente rare e, molto spesso, mal tenute. Ad esempio, una moneta del vecchio conio molto ricercata è la moneta da 50 lire, cosiddetta “Vulcano”, coniata nel 1958.
Dal momento che sono stati emessi circa 825.000 pezzi, questa moneta è relativamente più semplice da trovare rispetto ad altre. Tuttavia, solo se conservata in Fior Di Conio, potrebbe valere intorno ai 2.000 euro.

Se questa cifra può sembrare esagerata, non è nulla rispetto al valore raggiunto da altri esemplari da 50 lire, coniati qualche decennio prima.
Infatti, oggi parleremo delle 50 lire “aratrice”, coniate dal 1910 al 1927, per un totale di 13.396 pezzi.

Quindi, altro che Vulcano, sono queste le 50 lire che potrebbero farci guadagnare veramente una valanga di soldi

Questa moneta da 50 lire, realizzata in oro 900, con un diametro di 28 mm ed un peso di 16,13 g, è molto ricercata dai collezionisti.
Sul dritto vi è inciso il semibusto del Re in uniforme, rivolto verso sinistra, e contornato dalla scritta “VITTORIO EMANUELE III”. In basso, notiamo invece il nodo Savoia racchiuso in un rettangolo.
Girando la moneta, sul rovescio, troviamo al centro una figura femminile, allegoria dell’Italia, che ara la terra. La donna possiede nella mano sinistra un fascio di spighe, mentre con la mano destra spinge l’aratro.
In altro vi è la scritta “REGNO D’ITALIA”, al centro troviamo il valore nominale “LIRE 50”, mentre in basso l’anno di coniazione.

Produzione e valore di mercato

Come abbiamo già accennato, questa moneta è stata coniata in pochissimi esemplari, così distribuiti:

  • nel 1910 ne furono emessi 2.096 pezzi;
  • ne furono coniati 11.230 nel 1912;
  • nel 1926 e 1927, invece, ne furono emessi rispettivamente 40 e 30 esemplari.

Tutti i pezzi coniati nel 1910 furono ritirati e rifusi a causa di un errore nel titolo del metallo. Di queste monete ne fu conservata soltanto una, che non fu mai emessa e che quindi non entrò mai in circolazione.
Gli esemplari coniati nel 1912, invece, attualmente potrebbero valere, in base allo stato di conservazione, tra i 1.500 ed i 3.000 euro.

Possiedono un valore decisamente più alto, invece, le emissioni del 1926 e del 1927. Questi esemplari infatti furono coniati esclusivamente per i collezionisti che ne fecero richiesta e non erano quindi destinati alla circolazione.
Data la loro estrema rarità, il loro valore di mercato si aggira attualmente tra i 15.000 ed i 30.000 euro.
Quindi, altro che Vulcano, sono queste le 50 lire che potrebbero farci guadagnare veramente una valanga di soldi.

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