Allarme lockdown 2: un uragano su stipendi e consumi

In questo articolo vogliamo cercare di comprendere le conseguenze di un’ipotesi esplosa nella giornata di oggi. Cosa potrebbe accadere se scoppiasse una seconda epidemia di coronavirus?  C’è allarme lockdown 2: un uragano su stipendi e consumi si abbatterebbe sulla nostra economia. Creando danni forse irreparabili. Giornali e televisioni hanno speculato a lungo sulla pandemia. Esperti e presunti tali hanno a lungo pontificato senza arrivare ad una conclusione. A quasi 6 mesi dallo scoppio dell’epidemia le certezze sono ancora pochissime. Ma migliaia di imprese sono in ginocchio, milioni di famiglie hanno visto ridurre i propri guadagni. Secondo una recente statistica, solo 2 aziende su 5 riprenderanno la normale attività nel 2020. Mentre il Paese cerca di rialzare la testa tra mille incoerenze, con università chiuse e discoteche aperte, la paura fa capolino. E nel Paese serpeggia il timore di un lockdown 2.

I dati  che allertano

La Fondazione indipendente GIMBE ha pubblicato alcuni dati che hanno immediatamente allarmato i mass media. Dal 5 all’11 agosto i nuovi contagi sono cresciuti del 46% pur a fronte di un minor numero di tamponi effettuati. I pazienti ricoverati sono saliti di circa 50 unità e gli ospedali hanno ricoverato in terapia intensiva 8 persone in più della scorsa settimana. Il trend è in aumento ma i numeri sono ancora molto bassi. La situazione non dovrebbe quindi destare particolari preoccupazioni. Ma da più parti gli esperti iniziano ad evocare un allarme lockdown 2: un possibile uragano su stipendi e consumi schiaccerebbe l’Italia. Vogliamo precisare che ad oggi l’ipotesi di un nuovo lockdown è remota, ma è utile capire le conseguenze che questa ipotesi potrebbe avere sui cittadini. Nonché sui conti pubblici, poiché lo Stato e l’Unione Europea stanno fornendo degli aiuti che potrebbero non riuscire a replicare in futuro.

Allarme lockdown 2: un uragano su stipendi e consumi

Il nostro Governo ha appena stanziato 25 miliardi in incentivi straordinari ai consumi. Manovre simili sarebbero difficilmente ripetibili, soprattutto dopo pochi mesi dagli sforzi fatti per tamponare gli effetti del primo lockdown. L’attuale stop ai licenziamenti non potrà protrarsi ancora a lungo e l’economia necessita di una forte ripresa per poter garantire l’occupazione. La spesa pubblica ha portato il rapporto deficit/PIL oltre il 167%: un valore insostenibile. La priorità oggi è associare un contenimento della spesa pubblica con una crescita del Prodotto Interno Lordo. Il PIL cresce se il Paese produce e consuma: con i cittadini chiusi in casa, l’economia nazionale rischierebbe un tracollo forse definitivo.
La redazione di ProiezionidiBorsa continuerà ad informare i lettori sulle iniziative pubbliche e private volte a rilanciare l’economia. Nella speranza che virus e soprattutto timori non prendano il sopravvento.

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