Alla Cina non piace più la guerra, Draghi blocca la vendita di droni e velivoli alla Repubblica Popolare

“Non c’è trippa per gatti” verrebbe da dire prendendo in prestito la locuzione romanesca. A dire che non ci sono speranze. Così sembrano essere solo un ricordo i tempi in cui la Cina era invitata a Roma per siglare l’Intesa sulla via della Seta. Con Draghi si volta pagina visto il contesto e la scoperta delle “alleanze” cinesi con la Russia. E questo i cinesi lo hanno capito così bene che stanno storcendo il muso rispetto al protrarsi di una guerra che sulle prime non li inquietava affatto.

Cos’è successo

Il premier Mario Draghi avrebbe annullato la vendita di Alpi Avation, l’azienda che produce velivoli leggeri e ultraleggeri, alla Cina. Si tratta di un segnale politico molto forte. A dire che i rapporti tra Roma e Pechino potrebbero essere molto diversi dal passato. E sulla falsariga della decisione di Super Mario potrebbe muoversi tutta l’Unione che pur rappresenta un mercato importante per il Paese della Grande Muraglia.

Alla Cina non piace più la guerra, Draghi blocca la vendita di droni e velivoli alla Repubblica Popolare

Xi jinping si era fatto immortalare al fianco di Vladimir Putin all’inaugurazione delle Olimpiadi. Un modo per rendere pubblico e in mondovisione la sinergia tra le due realtà pronte a stabilire una supremazia sul Mondo occidentale e in primis sugli Stati Uniti. Adesso la sensazione è che rispetto agli States la Cina manterrebbe pur sempre uno sguardo arcigno, ma privarsi di tutto l’Occidente potrebbe creargli qualche problemino. Così Draghi ha parlato alla nuora perché la suocera intenda. Annullare la vendita alla Cina equivale a dire che la guerra tra l’alleato russo e l’Ucraina, avrà ripercussioni anche sul Paese del Dragone. Quindi bene farebbe a cambiare posizione. Così Putin perderebbe un’altra stampella d’appoggio. Sempre che gliene importi, a questo punto.

Economia in affanno

Fonti autorevoli riferiscono di un Presidente cinese «preoccupato per le conseguenze economiche in un momento in cui i tassi di crescita dell’economia in Cina sono i più bassi degli ultimi 30 anni». Lo ha dichiarato il Direttore della CIA, Bill Burns. Il capo della Repubblica Popolare Cinese sarebbe anche turbato dal «danno d’immagine» che ne ricaverebbe dall’essere alleato di un Paese che sta facendo strage di civili. Inoltre, non sarà sfuggito al Paese del Dragone la maggiore sinergia e unione tra gli Stati europei nonché tra questi e gli Stati Uniti. Il risultato è presto detto e consiste in un rafforzamento dell’alleanza transatlantica. Il tutto mentre il sangue scorre, la Cina sta a guardare e il suo Pil si proietta verso un futuro incerto.

Alla Cina non piace più la guerra e Draghi blocca la vendita di droni e velivoli alla Repubblica Popolare, il Presidente accusa il colpo. Il messaggio è chiaro.

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